Forse sbagliate alcune cose sotto la doccia

Meglio la mattina o la sera? Vanno lavati prima i capelli o il corpo? E i piedi bisogna strofinarli o si puliscono da soli?

Schiuma party a S’Algar, sull'isola di Minorca in Spagna, il 2 agosto (Matthias Oesterle/ZUMA Press Wire)
Schiuma party a S’Algar, sull'isola di Minorca in Spagna, il 2 agosto (Matthias Oesterle/ZUMA Press Wire)
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Sui social ultimamente va di moda il double cleansing, una tecnica ereditata dalle routine di skincare che prevede che sotto la doccia vengano usati due bagnoschiuma con diverse funzioni: l’idea è che un primo detergente rimuova il sudore, la crema solare, i batteri, e il secondo ripristini l’umidità della pelle. Secondo molti esperti, però, per la maggior parte delle persone questo doppio passaggio potrebbe essere inutile o addirittura dannoso: uno stress per la pelle che si potrebbe evitare.

Al di là di questa moda in particolare, comunque, farsi bene la doccia è una cosa meno banale di quello che sembra: bisogna rimuovere lo sporco ma senza danneggiare la pelle, e ogni persona ha abitudini di vita e una pelle diverse dalle altre. Le pratiche che funzionano per alcuni, quindi, non è detto che vadano bene per altri, ma ci sono comunque un po’ di cose utili da sapere.

Quanto deve durare una doccia?
Molte associazioni di dermatologi consigliano tra i 5 e i 10 minuti, anche se la quantità di acqua che usiamo dipende molto dal getto del soffione. Rimanere entro i cinque, comunque, rende la pelle meno secca e riduce lo spreco di acqua.

Mattina o sera?
Non c’è una risposta giusta per tutti. Dopo essersi alzati dal letto rimanere 5 minuti sotto l’acqua può farci sentire più svegli e rinfrescati e lava via anche il sudore accumulato mentre si dorme. Chi fa la doccia di sera, invece, lava via tutto lo sporco della giornata e mantiene le lenzuola pulite più a lungo. Scegliete voi.

Shampoo prima o corpo prima?
Cambiando l’ordine dei detergenti il risultato non cambia, di solito. Alcuni prodotti per capelli però, in alcune persone, possono provocare acne sul resto del corpo, in particolare quelli che contengono sostanze oleose. Se il prodotto, colato sul corpo dopo il risciacquo, non viene rimosso con il detergente, è più probabile che provochi irritazioni. La sequenza che espone a meno rischi, quindi, dovrebbe essere: risciacquo, shampoo, risciacquo, balsamo, risciacquo, bagnoschiuma, risciacquo.

Meglio calda, fredda o tiepida?
L’acqua della doccia dovrebbe sempre essere tiepida, ovvero di temperatura poco superiore a quella della pelle, che va dai 32 ai 35 gradi. Più è calda, infatti, più tende ad aumentare lo stress della barriera cutanea, e cioè a seccare la pelle e a rendere più probabili rotture del suo strato più esterno, portando anche a eventuali infezioni; la stessa cosa vale per l’acqua molto fredda, anche se con effetti meno intensi.

Sia l’acqua calda che l’acqua fredda però possono avere dei benefici e quindi eccezionalmente può avere senso fare docce calde, fredde, o metà e metà. Secondo una revisione di molti studi pubblicata nel 2019, fare una doccia o un bagno un’ora o due prima di andare a dormire con l’acqua a una temperatura tra i 40 e i 42 gradi (quindi calda) migliora il sonno. Il caldo, infatti, dilata i vasi sanguigni della pelle, portando più calore dal centro del corpo verso le parti periferiche. Questo processo avviene normalmente anche nelle fasi che precedono il sonno, e anche per questo tende a conciliarlo. È stato osservato invece che l’acqua fredda aiuta in caso di dolore muscolare e migliora il recupero sportivo.

Questa storia dell’acqua tiepida vale anche per i capelli?
Sì: per il fusto del capello, e cioè la parte che spunta dal cuoio capelluto, valgono considerazioni molto simili, anche se bisogna prestare qualche attenzione in più. I capelli sono cellule morte e nel tempo i lavaggi, l’attrito, il Sole e i trattamenti chimici li deteriorano progressivamente.

Usare l’acqua tiepida ed evitare quella molto calda, quindi, è ancora più importante per proteggerli. Le temperature molto elevate possono contribuire infatti ad accelerare il progressivo logorio (anche se piastre e arricciacapelli che superano i 100 gradi possono fare molti più danni).

Sull’acqua fredda c’è anche il mito diffuso che “chiuda la cuticola”, e cioè lo strato più esterno del fusto, rafforzando i capelli e dando loro lucentezza. In realtà sono principalmente i prodotti che applichiamo, come shampoo e balsamo, a determinare come appaiono i nostri capelli, e sono stati studiati per funzionare bene quando l’acqua è a temperatura ambiente.

Spugna, guanto o semplicemente mani?
Le mani dovrebbero bastare. Spugne, guanti e via dicendo servono principalmente ad aumentare lo sfregamento, un gesto che può dare una sensazione di maggiore pulizia. Tuttavia, anche in questo caso, si sta stressando la barriera cutanea, una cosa particolarmente sconsigliata se la pelle è già sensibile.

E poi c’è il problema dei batteri. In uno studio molto citato del 1994 furono trovate tantissime specie di batteri su alcune spugne usate per lavarsi. L’ambiente umido delle docce, infatti, ne favorisce la crescita e la proliferazione. Insomma quella sensazione di pulizia in più potrebbe non essere del tutto fondata.

Bisogna farsi la doccia tutti i giorni? E lo shampoo?
Dipende. I gruppi di ricerca che se ne sono occupati non sono riusciti per ora a stabilire una frequenza ottimale universale. Molto dipende dalla propria sensibilità personale e da quanto ci si sente a proprio agio con gli odori “naturali” del corpo. Il resto lo fanno le abitudini: chi fa molto sport, per esempio, avrà bisogno di qualche doccia in più di chi conduce una vita sedentaria; così come chi usa molto i mezzi pubblici o chi vive in posti più caldi. Per la maggior parte delle persone, comunque, può bastare anche una doccia ogni due o tre giorni, o persino una volta alla settimana se si ha una vita molto sedentaria e non si frequentano luoghi con molte persone. Rimandarla ogni tanto, infatti, può anche avere dei benefici, come ristabilire l’integrità della pelle, che può essere danneggiata da docce troppo frequenti.

Anche per lo shampoo non c’è una frequenza ottimale: farlo troppo spesso potrebbe danneggiare la superficie del capello, mentre far passare troppi giorni potrebbe portare a un accumulo di sporcizia e a conseguenze come infiammazione della cute, pruriti e altri fastidi. I capelli più sottili tendono ad accumulare più sporcizia e sudore, e può essere quindi ragionevole fare lo shampoo anche ogni giorno. I capelli molto ricci, invece, non hanno bisogno di essere lavati tutti i giorni, ma nemmeno una volta alla settimana: una volta ogni due o tre settimane basta per tenerli in salute, o almeno così sostiene l’Associazione dell’accademia americana di dermatologia (AAD).

Quali prodotti usare sotto la doccia?
Tutti i prodotti che troviamo in vendita sono sicuri, a meno di soffrire di particolari condizioni della pelle. Possiamo quindi scegliere seguendo le nostre sensibilità, privilegiando i prodotti più sostenibili per l’ambiente o facendoci guidare dalla profumazione o da alcune delle proprietà del prodotto, che può essere per esempio più idratante o più illuminante.

Molto ha a che fare con il pH della pelle, una grandezza che misura quanto è acida o basica. Tipicamente il pH di una pelle sana è tra 4 e 6. Un tempo erano più diffusi i saponi, che hanno un pH generalmente basico, cioè che va da 8,5 a 11, e che possono essere più aggressivi. I detergenti, invece, che oggi sono molto più diffusi, vanno da 5,5 a 7: più il valore è vicino a quello naturale della pelle e meno la pelle rischia di venire danneggiata durante il lavaggio.

Bisogna lavare i genitali con detergenti specifici?
Non c’è tantissima letteratura scientifica per rispondere davvero a questa domanda. Sono parti molto delicate e vanno quindi sicuramente evitati i saponi molto aggressivi: anche per questo i detergenti intimi sono spesso pubblicizzati come delicati. In ogni caso, quando laviamo quelle zone l’acqua dovrebbe essere tiepida.

Una cosa sicuramente da evitare è il douching vaginale, cioè il lavaggio interno della vagina, perché può cambiare l’equilibrio dei batteri che ci vivono dentro e la sua naturale acidità. Lavarla può causare la crescita in eccesso di alcuni batteri rispetto ad altri, con conseguenze abbastanza fastidiose come la vaginosi.

Radere prima, durante o dopo?
Dopo! Su questo ci sono risposte abbastanza unanimi: l’acqua e il bagnoschiuma ammorbidiscono i peli e raderli diventa molto più facile dopo essersi lavati. La rasatura può avvenire anche sotto la doccia. Una cosa da evitare, invece, è lasciare il rasoio stabilmente sotto la doccia, perché sulla lama potrebbero prolificare batteri e la lama stessa potrebbe deteriorarsi con l’umidità.

Bisogna insaponare proprio tutto il corpo?
Già. E anche i piedi, che senza strofinamento non si lavano da soli.

Quante volte si può usare lo stesso asciugamano?
Poche, in teoria. La cosa migliore sarebbe lavarli dopo ogni uso, anche se per non impazzire si può tirare a ogni due usi o tre. Molto dipende dall’umidità del posto in cui si vive: se non si asciugano in fretta, su quei tessuti umidi si possono formare colonie di tanti tipi di batteri diversi. E in effetti strofiniamo molte parti del corpo con lo stesso asciugamano, e così possono accumularsi patogeni da ogni parte del corpo – come quelli della pelle, delle feci, degli occhi – e persino specie di funghi (tipo quelli che causano il piede d’atleta).

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