I criminali informatici che hanno truffato Revolut hanno chiesto più di 2,5 milioni di euro per non vendere i dati rubati
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Il gruppo di criminali informatici che ha truffato la banca digitale Revolut ha chiesto all’azienda 3 milioni di dollari in criptovalute (circa 2,6 milioni di euro) per non rivendere sul dark web i dati rubati. Le ha dato 24 ore di tempo a partire dalle 18:30 di mercoledì 16 settembre. Il gruppo si fa chiamare IAmNotAVillain e nei mesi scorsi è riuscito a farsi consegnare da Revolut i dati di 680 utenti usando un indirizzo di posta elettronica certificato della prefettura di Reggio Calabria, e spacciandosi per un’autorità inquirente che richiedeva i dati per un’indagine europea.
Oltre all’indirizzo della prefettura secondo gli esperti di International Cyber Digest il gruppo ha violato anche almeno un indirizzo di posta certificata delle forze dell’ordine italiane, gestito dal ministero dell’Interno. Contattato dal Financial Times tramite Telegram il gruppo ha confermato di essere riuscito a entrare in possesso di 147 gigabyte di dati della polizia italiana. Includerebbero chat private degli agenti, calendari e altro materiale personale. Intanto la procura di Reggio Calabria ha aperto un’indagine per la violazione dell’indirizzo mail della prefettura, mentre il ministero dell’Interno ha detto che la polizia postale sta indagando.


