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  • Giovedì 17 settembre 2026

Il suicidio di massa di Rancho Santa Fe

È una delle storie raccontate in “Profeti del buio”, il nuovo libro di Stefano Nazzi sul fenomeno delle sette

Il complesso dove i membri della setta Heaven's Gate si sono suicidati, il 27 marzo 1997. (Foto AP)
Il complesso dove i membri della setta Heaven's Gate si sono suicidati, il 27 marzo 1997. (Foto AP)
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Non c’è una classificazione ufficiale delle sette: ne esistono di tantissimi tipi. Negli ultimi anni le più diffuse sono state le “psicosette”, che promettono purificazioni e illuminazione e si basano soprattutto sulla figura di un maestro, che in genere ha controllo totale sui propri adepti. A volte sono solo delle truffe, altre invece gli adepti subiscono violenze di ogni genere: psicologiche, fisiche o sessuali, con conseguenze spesso irreversibili.

In Profeti del buio, edito da Mondadori, il giornalista del Post e autore del podcast Indagini Stefano Nazzi racconta i meccanismi che stanno dietro alle sette, la formazione delle gerarchie e le motivazioni che hanno spinto persone a fondarle e ad aderirvi. Attraverso 17 storie, da quella della setta ufologica di Telsen Sao, nata in Italia negli anni Settanta, a quella che nel 1997 portò al suicidio di massa di Rancho Santa Fe, in California, raccontata nell’estratto che pubblichiamo.

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Avevano tutti in tasca una banconota 5 dollari e tre monete da 25 centesimi, perché non si sa mai. E il documento d’identità, ovviamente. Intorno, ogni cosa era in ordine, pulita, niente era fuori posto. L’avevano promesso. Avevano indossato tutti la stessa tuta nera e le stesse scarpe, Nike modello Decades, nuovissime. Al braccio avevano legato una fascia con la scritta: «Heaven’s Gate Away Team».

Ventuno donne e 18 uomini, tra i 26 e i 72 anni. I loro corpi erano disposti compostamente su letti e brandine, tutti coperti da un sudario viola. Solo uno, quello nell’ultima stanza in fondo, la più grande, non aveva sudario. Era il corpo di Do, il capo. Era stato l’ultimo ad andarsene. Quando i poliziotti entrarono nella villa di Rancho Santa Fe, un sobborgo residenziale di San Diego, videro per prima cosa un televisore e accanto due videocassette. Prima di uccidersi, i 39 avevano lasciato il loro ultimo saluto. Una donna, sorridente, aveva detto: «È il giorno più felice della mia vita». Il messaggio di chiusura era quello di Do: «La vostra ultima possibilità di evacuare è partire con noi. Il pianeta Terra sta per essere riciclato». Era il 26 marzo 1997, la cometa Hale-Bopp era visibile sopra i cieli della California.

Finiva così la storia della setta Heaven’s Gate.

Il medico legale che entrò nel ranch disse che la scena era tutto sommato serena. Poi però, quando effettuò le autopsie, scoprì che molti degli uomini erano castrati e che alcune donne si erano «sigillate» con nastro adesivo.

Per capire questa storia bisogna innanzitutto conoscere Do, che in realtà si chiama Marshall Herff Applewhite, e quella che per lungo tempo sarà la sua compagna di vita, di visioni e di follie, Bonnie Lu Trousdale Nettles. Insieme daranno vita alla setta dell’Heaven’s Gate, il Cancello del Paradiso.

Marshall nasce a Spur, in Texas, nel 1931, suo padre è un pastore presbiteriano. Studia musica all’università del Colorado, ha una bellissima voce, inizia a cantare nelle chiese. Fa corsi di perfezionamento, diventa docente di musica all’università dell’Alabama. Si sposa, ha due figli. È bisessuale, ha rapporti anche con uomini. Quando la moglie lo scopre, prende i figli e lo lascia. La cosa si viene a sapere e l’università dell’Alabama lo licenzia. Lascia l’Alabama, va in Texas, entra nella Houston Grand Opera: è un baritono, canta nel Faust di Gounod con Placido Domingo. Tutto sembra andare bene, Marshall è stimato e rispettato. Si è distaccato dalla Chiesa presbiteriana per avvicinarsi a quella anglicana, nella versione americana della Chiesa episcopaliana.

Poi va di nuovo tutto a rotoli.

Si fidanza con una studentessa, figlia del rettore dell’università di Houston. I due fissano il matrimonio, è tutto pronto. Pochi giorni prima delle nozze Marshall va dalla ragazza, dice: «Non me la sento, perdonami». Lei tenta il suicidio, lui viene licenziato dall’università per «problemi di natura emotiva». Vive a New York, poi in Oregon. Nel 1971 torna quasi di nascosto a Houston. È a casa di un amico che, nel 1972, conosce Bonnie.

Lei ha quattro anni più di lui, fa l’infermiera in un ospedale. È sposata, ha quattro figli. Con il marito litiga spesso. Lui l’accusa di dedicare troppo tempo all’astrologia e all’esoterismo. Bonnie sostiene di essere in contatto con uno spirito guida, Brother Francis, un francescano morto da un secolo che le fornisce consigli astrologici. È anche attratta dai cosiddetti «contattisti», quelle persone che cercano un contatto con gli extraterrestri o sostengono di averlo già avuto.

Tra Marshall e Bonnie nasce subito una grande intesa: niente sesso, però. Sarà una loro regola, da imporre anche a chi poi li seguirà. Bonnie lascia il marito e i figli, va a vivere con Marshall. Può dedicarsi finalmente ai suoi veri interessi. Ogni mercoledì partecipa a sedute spiritiche dove si tenta di evocare lo spirito di Marilyn Monroe.

Quello di Marshall e Bonnie è un lento avvicinamento alla creazione di una delle sette più famose della storia recente, e a una tragica fine.

Aprono un centro culturale, tengono corsi di astrologia, di religione e di musica. Vendono anche fiori. Poi avviano un altro centro, lo chiamano Know: iniziano a circondarsi di un piccolo gruppo di studenti spingendoli a isolarsi sempre di più dagli ambienti circostanti. Marshall racconta ai ragazzi di essere stato invitato da spiriti extraterrestri ad abbandonare la vita terrena, ma sostiene anche di non essere ancora pronto.

Nella vita di Marshall e Bonnie entra poi un occultista filippino. Loro iniziano a vestirsi con abiti orientali, dicono agli studenti di chiamarli Shri Pranava e Shakti Devi. Il problema è che l’occultista filippino predica la necessità di abbandonare il mondo materiale spendendo a più non posso, anche con assegni a vuoto.

Finiscono nei guai, proprio per una storia di assegni scoperti. Lasciano Houston e gli studenti e si mettono in viaggio attraverso gli Stati Uniti. Dormono in tenda, fanno lavoretti saltuari. Hanno visto al cinema il film di Franco Zeffirelli Fratello sole, sorella luna. E iniziano tra loro a chiamarsi così: lui è Sole, lei è Luna.

Sono affascinati da un gruppo di cui si sente molto parlare: il movimento raeliano. L’ha fondato un giornalista sportivo francese, Claude Vorilhon, che si fa chiamare Raël. Sostiene di aver incontrato gli extraterrestri: gli avrebbero rivelato che gli esseri umani sono il risultato di un esperimento biologico condotto dagli abitanti di un pianeta lontano e progredito. Vorilhon-Raël insegna ai suoi adepti una religione edonistica secondo la quale Dio non esiste.

Nel 1973 Bonnie e Marshall scrivono un libro, I Can’t Believe That – But you Must (Io non ci posso credere ma tu devi farlo), che però non verrà mai pubblicato. Iniziano ad affinare quella che sarà la loro teoria definitiva: gli uomini devono liberarsi da qualsiasi attaccamento alla vita terrena perché solo così possono far emergere il proprio Cristo interiore. Questo può avvenire solo con l’aiuto dei Padri, che sono un po’ extraterrestri e un po’ spiriti guida. Nel frattempo i due frequentano alberghi andandosene senza pagare il conto, noleggiano automobili senza restituirle, mangiano in ristoranti pagando con carte di credito scadute.

Li arrestano in Texas, rimangono in carcere un mese, quando si ritrovano passano qualche giorno sul Rogue River, in Oregon. Lì si convincono di essere i due testimoni dotati di poteri soprannaturali di cui si parla nell’Apocalisse. Iniziano a raccontare della loro missione a chiunque incontrino. Dicono di essere I Due. Una donna di Houston li segue: sarà la prima vera discepola. Grazie ai suoi soldi, Bonnie e Marshall pubblicano un piccolo trattato. In quel periodo cambiano nome, si fanno chiamare Guinea e Pig. Iniziano a frequentare alcuni contattisti, si convincono che i Padri siano tutti extraterrestri, gli spiriti guida spariscono. Intorno a loro si crea un piccolo gruppo. Bonnie e Marshall danno appuntamento a tutti in un campeggio vicino a Gold Beach, in Oregon. Quando arrivano, ad aspettarli ci sono 24 persone. Intanto, i due hanno cambiato di nuovo nome, Bo e Peep, ispirati a una filastrocca che parla di pastori e di pecore. Organizzano una conferenza a Waldport, in Oregon. Lì si presentano con i loro nomi definitivi: lui è Do, lei è Ti. Li hanno tratti dalle note musicali, in inglese la nota Si si legge Ti. Già dal volantino che annuncia la conferenza si capisce di cosa si parlerà. C’è scritto che è possibile ascendere nel Regno dei Cieli e vivere su pianeti più evoluti insieme agli extraterrestri.

Ad ascoltarli ci sono 200 persone che hanno conosciuto i due attraverso le loro pubblicazioni. Ci sono ufologi, contattisti, seguaci di gruppi new age, qualche giornalista.

Alla fine della conferenza in tanti si avvicinano a Do e Ti, loro danno appuntamento a tutti per la settimana successiva. Si presentano in 70. Vengono divisi in coppie e inviati in vari Stati degli USA per fare proseliti. È così che nasce la setta Heaven’s Gate.

© 2026 Mondadori Libri S.p.A., Milano

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Dove chiedere aiutoSe sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 tutti i giorni dalle 9 alle 24, oppure via WhatsApp dalle 18 alle 21 al 324 0117252Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.