La Bielorussia ha liberato altri prigionieri politici in cambio della rimozione delle sanzioni statunitensi su due sue aziende

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, 11 settembre 2026 (Belarusian Presidential Press Service via AP)
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, 11 settembre 2026 (Belarusian Presidential Press Service via AP)

Altre 25 persone detenute in Bielorussia sono state liberate in base a un accordo con gli Stati Uniti: da mesi il governo bielorusso sta liberando detenuti, perlopiù prigionieri politici, in cambio della rimozione di alcune sanzioni che gli Stati Uniti hanno imposto ad aziende o persone in Bielorussia per punire le derive autoritarie del presidente Alexander Lukashenko, e il supporto che fornisce al suo alleato Vladimir Putin nella guerra in Ucraina.

In questo caso le sanzioni riguardavano due aziende bielorusse nel settore delle vernici industriali e della carta. In passato gli Stati Uniti avevano negoziato liberazioni di gruppi anche più numerosi, fino a 250 detenuti in una volta sola. In alcuni casi hanno riguardato nomi noti come quello del vincitore del premio Nobel per la pace Ales Bialiatski. Secondo Viasna, una ong per i diritti umani fondata nel 1996 dallo stesso Bialiatski, nel paese sono ancora detenuti quasi 900 prigionieri politici. Lukashenko lo ha sempre negato, ma il suo è un governo autoritario e spesso ha fatto ricorso a metodi repressivi per sedare le opposizioni.

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