La Bielorussia ha liberato altri prigionieri politici in cambio della rimozione delle sanzioni statunitensi su due sue aziende
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Altre 25 persone detenute in Bielorussia sono state liberate in base a un accordo con gli Stati Uniti: da mesi il governo bielorusso sta liberando detenuti, perlopiù prigionieri politici, in cambio della rimozione di alcune sanzioni che gli Stati Uniti hanno imposto ad aziende o persone in Bielorussia per punire le derive autoritarie del presidente Alexander Lukashenko, e il supporto che fornisce al suo alleato Vladimir Putin nella guerra in Ucraina.
In questo caso le sanzioni riguardavano due aziende bielorusse nel settore delle vernici industriali e della carta. In passato gli Stati Uniti avevano negoziato liberazioni di gruppi anche più numerosi, fino a 250 detenuti in una volta sola. In alcuni casi hanno riguardato nomi noti come quello del vincitore del premio Nobel per la pace Ales Bialiatski. Secondo Viasna, una ong per i diritti umani fondata nel 1996 dallo stesso Bialiatski, nel paese sono ancora detenuti quasi 900 prigionieri politici. Lukashenko lo ha sempre negato, ma il suo è un governo autoritario e spesso ha fatto ricorso a metodi repressivi per sedare le opposizioni.
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