È stata chiesta l’archiviazione delle indagini sulla scomparsa di Cataleya Alvarez, avvenuta a Firenze più di 3 anni fa
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Mercoledì la pubblico ministero che conduce le indagini sulla scomparsa di Cataleya Mia Alvarez, conosciuta come “Kata”, ne ha chiesto l’archiviazione. Kata è una bambina di origine peruviana che scomparve a Firenze nel pomeriggio del 10 giugno del 2023. Nella richiesta la pm ha scritto che le prove raccolte non sono sufficienti per attendersi una «ragionevole previsione di condanna» dei due indagati rimasti: lo zio materno e quello paterno. La ragionevole previsione di condanna è necessaria, a seguito della riforma Cartabia del 2022, per chiedere il rinvio a giudizio delle persone indagate.
Kata all’epoca aveva cinque anni e viveva in Italia da quattro con la madre, un fratello di otto anni e uno zio (uno dei due indagati) in uno stabile occupato, l’ex hotel Astor, nella zona nord-ovest di Firenze. La procura ipotizza, basandosi sui video girati dalle telecamere di sorveglianza dell’edificio, che Alvarez sia scomparsa in un lasso di tempo di circa mezz’ora: in particolare in un video delle 15:13 si vede la bambina uscire e rintrare nell’ex hotel dal portone principale, e alle 15:45 la madre della bambina era tornata a casa dal lavoro, senza trovarla. Per questo le indagini si concentrarono fin da subito sull’ex albergo, che nei giorni successivi venne sgomberato e perlustrato più volte.
In oltre tre anni di indagini sono state formulate diverse ipotesi sulla scomparsa, ma per nessuna di queste sono state raccolte delle prove convincenti. La madre, tramite i suoi avvocati, può opporsi alla richiesta di archiviazione delle indagini entro 30 giorni. In ogni caso, il giudice per le indagini preliminari ha 60 giorni per decidere se archiviarle o meno. Le indagini potranno essere riaperte se emergessero nuovi elementi.


