Fratelli d’Italia ha votato contro la sua storica proposta sulle preferenze nella legge elettorale, pur di tenere insieme la maggioranza

I senatori Marco Dreosto della Lega e Roberto Rosso di Forza Italia con il ministro agli Affari regionali Roberto Calderoli e la ministra per le Riforme Elisabetta Alberti Casellati in Senato per la votazione sugli emendamenti della riforma elettorale (Mauro Scrobogna/LaPresse)
I senatori Marco Dreosto della Lega e Roberto Rosso di Forza Italia con il ministro agli Affari regionali Roberto Calderoli e la ministra per le Riforme Elisabetta Alberti Casellati in Senato per la votazione sugli emendamenti della riforma elettorale (Mauro Scrobogna/LaPresse)

Giovedì pomeriggio i senatori di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno votato contro un emendamento del centrosinistra che proponeva di inserire nella riforma elettorale, in discussione al Senato, le cosiddette “preferenze”, cioè il sistema per cui l’elettore può indicare oltre al partito anche il candidato o la candidata da eleggere in parlamento. È una modifica che Fratelli d’Italia aveva cercato in tutti i modi di introdurre mentre si discuteva la riforma alla Camera, ma a cui alla fine aveva dovuto rinunciare per evitare di entrare in conflitto con Forza Italia e Lega, suoi alleati di governo che invece non la volevano.

Alla fine la maggioranza aveva trovato un compromesso proponendo un emendamento per introdurre le preferenze in forma molto parziale. Per metterla in difficoltà, però, il centrosinistra ha proposto un altro emendamento a questo emendamento (per questo chiamato sub-emendamento) per ripristinare le preferenze nella forma più radicale che avrebbe voluto Fratelli d’Italia. In questo modo ha messo Meloni nelle condizioni di scegliere se votare a favore, in sintonia con la sua storica battaglia ma contro la volontà degli alleati, o se votare contro, rinnegando le sue stesse volontà.

Una parte del partito è stata a lungo tentata di votare a favore, ma alla fine i senatori di Fratelli d’Italia hanno preferito votare contro per evitare che la maggioranza si dividesse, cosa che avrebbe potuto compromettere la riforma elettorale nel suo complesso e anche la tenuta del governo. La proposta è stata respinta con 99 no e 68 sì. Il centrodestra comunque ha detto di voler votare a favore del proprio emendamento sulle preferenze parziali.