Trump ha postato una mappa in cui l’Islanda è parte degli Stati Uniti, e l’Islanda ha convocato l’ambasciatore statunitense
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La ministra degli Esteri islandese Thorgerdur Katrín Gunnarsdóttir ha convocato l’ambasciatore statunitense nel paese Billy Long per un post condiviso lunedì sul social network Truth dal presidente Donald Trump: il post non aveva un commento, ma mostrava l’immagine di una mappa in cui i colori della bandiera statunitense coprivano sia tutto il Nordamerica, Canada e Messico compresi, sia l’Islanda e la Groenlandia, che fa parte del regno di Danimarca. Sulla mappa c’era la scritta “Stati Uniti d’America”.
La tv nazionale islandese RÚV ha detto che, durante il suo incontro con Long, Gunnarsdóttir ha chiarito che il post di Trump è inaccettabile, mentre la prima ministra islandese Kristrún Frostadóttir, che è sempre molto critica di Trump, ha definito il post un insulto agli islandesi, ai canadesi e ai groenlandesi. Anche la prima ministra danese Mette Frederiksen ha criticato il post, ribadendo che il governo e le persone della Groenlandia «hanno detto più e più volte che non vogliono essere americani». L’ambasciata statunitense a Reykjavík, la capitale islandese, non ha commentato.

L’Islanda si trova circa 500 chilometri a est della Groenlandia, che è diventata uno dei pallini di Trump durante il suo secondo mandato da presidente degli Stati Uniti; fa parte della NATO ma non dell’Unione Europea (al referendum di fine agosto per valutare l’adesione ha vinto il No). Proprio lunedì, per ribadire l’importanza della Groenlandia per l’Unione Europea, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato una partnership che prevede 200 milioni di euro di investimenti nell’isola. In un discorso al World Economic Forum di inizio anno, in cui parlava delle proprie ambizioni, Trump aveva chiamato la Groenlandia “Islanda” quattro volte.
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