Da 19esimo a primo in un Gran Premio di Formula 1
L’ha fatto Andrea Kimi Antonelli a Monza: solo un pilota riuscì a vincere dopo una rimonta maggiore
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Domenica a Monza il 20enne Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d’Italia di Formula 1. È stata una vittoria che si farà ricordare a lungo, con pochissimi paragoni in tutta la storia della Formula 1. Antonelli ha iniziato la gara dalla 19esima posizione. Dopo 26 sorpassi – e grazie a un paio di altri eventi che sono andati a suo vantaggio – ha vinto con quasi quattro secondi di vantaggio su George Russell, suo compagno di squadra alla Mercedes. In griglia di partenza Russell era in prima fila, anche grazie all’aiuto che proprio Antonelli gli aveva dato durante le qualifiche.
Era da sessant’anni che un italiano non vinceva a Monza in Formula 1, e nemmeno piloti come Michael Schumacher, Lewis Hamilton o Max Verstappen erano riusciti a vincere un Gran Premio rimontando dalla 19esima posizione. C’entra senz’altro la macchina: quella di Antonelli è nettamente migliore delle altre, soprattutto su un circuito come quello di Monza. Ma la stessa macchina ce l’ha anche Russell: eppure Antonelli lo ha raggiunto piuttosto presto, e poi superato e staccato.
Antonelli è partito dalla 19esima posizione perché la sua auto aveva tre pezzi nuovi, per montare i quali la Mercedes aveva subito una penalità. Non è infrequente che accada, e già solo a Monza altri tre piloti partivano con simili penalità. Davanti a Antonelli c’erano 18 auto, una era dietro di lui in griglia di partenza e altre due partivano dai box.
La Mercedes aveva una certa libertà nello scegliere quando cambiare i pezzi di motore e quindi far subire la penalità ad Antonelli. Sebbene fosse per lui il Gran Premio di casa, la squadra aveva scelto Monza perché Antonelli ci arrivava da primo in classifica e con un ottimo margine su Russell, secondo. Perché prima lo si fa e meglio è (c’è più tempo per recuperare, e ci sono più Gran Premi da correre con i pezzi cambiati e migliori), ma anche perché Monza era considerato il posto giusto per farlo.
«Monza è uno dei migliori circuiti del calendario per recuperare posizioni», aveva detto Toto Wolff, team manager della Mercedes: «L’effetto scia crea opportunità di sorpasso». Monza è in effetti un circuito dalle altissime velocità medie, in cui per circa l’80 per cento del tempo i piloti accelerano al massimo. Si può superare in rettilineo, ma soprattutto nelle curve a cui si arriva dopo bruschissime decelerazioni.
Antonelli si era detto dispiaciuto che la penalità dovesse arrivare proprio in Italia, ma anche sollevato, visto che di fatto partire dal fondo gli toglieva la pressione di dover vincere. Era pure un po’ curioso, diceva, di usare per una volta prove libere e qualifiche (che comunque ha fatto) per preparare la gara, non solo per puntare a una pole position. Durante le qualifiche, dicevamo, aveva anche aiutato Russell, offrendogli la scia creata dalla sua auto: è il fenomeno aerodinamico – particolarmente efficace con le nuove auto di Formula 1 – in cui seguire da vicino la traiettoria di un’altra auto permette di guadagnare velocità in rettilineo.
In vista della gara Antonelli aveva parlato del realistico obiettivo di arrivare tra i primi cinque. Poi c’è stato il Gran Premio. Dopo due giri Antonelli era già 12esimo. E proprio al secondo giro il ferrarista Charles Leclerc, che nella prima curva aveva fatto perdere diverse posizioni a Hamilton, è uscito di pista e la gara è stata sospesa per circa mezz’ora. Leclerc sta bene, ma ha avuto un brutto impatto: motivo per cui è uscita la bandiera rossa, che di fatto ha comportato una successiva ripartenza del Gran Premio, di nuovo da fermi.
Antonelli è quindi ripartito dal 12esimo posto, facendo altri sorpassi. Dopo sei giri era sesto, e in telecronaca si diceva che avesse una «grandissima, grandissima chance» di vincere. Dopo 18 giri era già primo, e per alcuni giri, tra il 17esimo e il 24esimo, è stato co-protagonista di diversi sorpassi e ri-sorpassi con Russell. «Quando ho visto che dopo pochi giri già era quinto, ho capito che sarebbe stato della partita», ha detto Russell a fine Gran Premio. Poco dopo, al 28° giro, quando era secondo, Antonelli ha sfruttato anche una virtual safety car, che quando è attiva impedisce di fare sorpassi in pista.
Al 49° giro (su 53) Antonelli si è ritrovato secondo dietro a Russell. Ha provato a superarlo una prima volta, finendo nella ghiaia; ci è riuscito nel giro successivo, per poi staccarlo e permettersi un ultimo giro di relativo agio.
Insieme con la Mercedes, Antonelli ha avuto il merito di fare le soste ai box nei momenti più opportuni, scegliendo sempre le gomme più adeguate. Una buona fetta di merito va quindi alla Mercedes, che a Monza ha messo in mostra la potenza del suo motore. C’è gran merito anche di Antonelli, per come ha saputo gestire le diverse fasi di gara e per come ha guidato, con 26 sorpassi durante il Gran Premio.
Oltre alle grandi e comprensibili celebrazioni dall’Italia – dei tifosi, pure quelli della Ferrari, e della stampa – Antonelli è stato celebrato anche all’estero. «Di fatto ha vinto partendo dalla 12esima posizione (nella ripartenza) e c’è stato il pit stop in regime di virtual safety car», ha scritto il sito The Race. Ma Antonelli è stato «imperioso» e «inarrestabile», dando l’idea di essere «il vincitore inevitabile» del Gran Premio di Monza. «Non lo avrebbe fermato niente», ha detto Wolff a fine gara.
A vent’anni (è nato un mese dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio) Antonelli è così diventato il primo italiano a vincere in Formula 1 a Monza dopo Ludovico Scarfiotti nel 1966. È la sua settima vittoria in Formula 1 e ora in classifica ha 66 punti di vantaggio su Russell: una vittoria vale 25 punti, e vuol dire che a 10 Gran Premi dalla fine, anche vincendo due gare in cui Antonelli non dovesse fare punti, Russell gli sarebbe dietro.

Antonelli dopo aver vinto il Gran Premio di Monza (Mark Thompson/Getty Images)
Prima di Antonelli pochissimi altri avevano fatto rimonte simili in Formula 1. Kimi Räikkönen (il cui nome pare stranamente non essere stato origine del nome di Antonelli) fece una rimonta dal 17esimo posto nel 2005, Verstappen fece lo stesso nel 2024, e nel 2000 Rubens Barrichello vinse con la Ferrari dopo essere partito 18esimo. Meglio di Antonelli fece solo John Watson, che nel 1983 vinse dopo essere partito 22esimo. Niki Lauda, suo compagno alla McLaren, partì 23esimo e arrivò secondo.
La miglior vittoria in rimonta di Hamilton è stata dalla 14esima posizione, la migliore di Schumacher dalla 16esima: per entrambi, come spesso capita in caso di rimonte di questo tipo, fu determinante il mutare delle condizioni meteo durante il Gran Premio, cosa che a Monza non è successa: caldo e sole dalla partenza fino all’arrivo.



