RFI ha accertato che nel 2024 non era stato solo un chiodo a bloccare i treni in mezza Italia

(Stephanie Gengotti/Bloomberg)
(Stephanie Gengotti/Bloomberg)

L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha multato Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per 1,75 milioni di euro per il blocco della circolazione che il 2 ottobre 2024 interessò la stazione di Roma Termini e quasi tutte le linee italiane dell’alta velocità. All’epoca il ministro dei Trasporti Matteo Salvini diede colpa a un operaio di un’azienda di manutenzione accusato di aver piantato un chiodo in una canalina in cui passavano cavi elettrici.

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L’Autorità ha ricostruito che la responsabilità principale dei disagi non fu del chiodo e della manutenzione errata, che comunque ci fu, ma di come i sistemi di RFI non riuscirono a contenere quel guasto. Dalle indagini è emerso che mancava un sistema di allarme e che per questo non fu segnalato il blocco di una cabina elettrica, né l’avvio di un generatore di emergenza che quando terminò il carburante necessario per tenerlo acceso si spense. La sanzione massima prevista era di 2 milioni di euro. L’Autorità l’ha ridotta di 250mila euro perché nel frattempo RFI ha rafforzato il sistema di allarmi e previsto verifiche sul posto anche in assenza di segnalazioni.

In una nota, RFI ha detto di prendere atto della decisione dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e ribadisce di aver messo in campo tempestivamente tutte le misure necessarie per garantire la ripresa della circolazione. «L’accaduto è riconducibile all’operato di una ditta esterna al gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, impegnata in lavori notturni», si legge. RFI ha detto di aver gestito il guasto con una serie di interventi che hanno consentito di ripristinare gradualmente l’operatività della circolazione ferroviaria.

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