Cos’è questa storia degli accertamenti della procura militare su Futuro Nazionale
Sono partiti dall'esposto di un sindacato, ma al momento non c'è un'indagine penale in corso
- Condividi
- X
- Regala il Post

La procura militare di Roma sta facendo accertamenti preliminari su alcuni militari ancora in servizio e che allo stesso tempo fanno parte di Futuro Nazionale, il partito di estrema destra fondato dal generale Roberto Vannacci, ora europarlamentare e leader politico.
Gli accertamenti sono iniziati dopo un esposto del Sindacato dei Militari, secondo cui diversi militari appartenenti ai sindacati di categoria hanno assunto ruoli dirigenziali all’interno di Futuro Nazionale, e avrebbero usato la loro qualifica militare con fine di propaganda, promuovendo idee politiche estremiste. Il sindacato sostiene che la loro attività politica sia in violazione dei doveri di imparzialità e neutralità imposti dall’ordinamento ai militari in servizio.
Nell’esposto depositato in procura il sindacato fa riferimento a vari militari, ma ne menziona esplicitamente due: Antonsergio Belfiori, generale dell’aeronautica militare e segretario nazionale del Sindacato Aeronautica Militare, e Luigi Avveduto, sottufficiale dei Carabinieri e segretario nazionale del sindacato SIM Carabinieri.
Belfiori ha fondato una sede locale di Futuro Nazionale a Villafranca di Verona, di cui risulta referente sul sito ufficiale. Ne ha parlato come di «un’iniziativa personale» avvenuta «tre o quattro mesi prima della costituzione del partito» e che «non rappresenta alcun incarico né esecutivo né direttivo». Ha detto di aver sempre militato per Futuro Nazionale privatamente senza usare l’uniforme e mai in contesti militari: «Sono un militare e un libero cittadino, l’importante è non mischiare le due cose».
Avveduto è consigliere del municipio VII a Roma. Eletto da indipendente, nel corso del suo mandato è passato alla Lega e recentemente è entrato in Futuro Nazionale, diventando il primo rappresentante del partito di Vannacci eletto in un organo del comune. Sui suoi profili social condivide spesso video con il simbolo di Futuro Nazionale, nei quali commenta soprattutto casi di cronaca che coinvolgono persone immigrate. In un video lo si vede intervenire all’assemblea costituente del partito che si è tenuta lo scorso giugno a Roma. All’agenzia Adnkronos ha detto di non aver nessun ruolo dentro a Futuro Nazionale: «c’è stata un’adesione attraverso un comunicato stampa, ma nulla di più».
L’avvocato di Vannacci, Giorgio Carta, ha detto all’agenzia Ansa che i fatti segnalati dall’esposto non comportano illeciti, perché nessuna legge vieta espressamente a un militare in servizio di assumere incarichi all’interno di un partito politico. «Tale divieto è stato ricavato in via interpretativa dal Consiglio di Stato», dice, «una conclusione che personalmente non condivido e che non rappresenta neppure l’unico orientamento espresso dalla giurisprudenza amministrativa». Secondo lui la questione, quindi, potrebbe porsi solo sul piano disciplinare e non penale.
Visto che in un primo momento alcuni articoli hanno parlato di «indagine» su Futuro Nazionale, la procura ha smentito e specificato che le verifiche in corso non sono indagini penali. Ha spiegato che «la genericità» dei fatti descritti nell’esposto del sindacato non ha permesso di aprire un fascicolo e che per il momento si è limitata ad avviare accertamenti per capire «in quale contesto debbano essere inquadrati i fatti e a verificare la sussistenza di eventuali fattispecie di interesse».
La procura ha detto di essere intervenuta «anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera». Il riferimento è a un articolo del Financial Times su Vannacci uscito il 2 settembre che parlava di Vannacci come di un «cavallo di Troia» della Russia che sta mettendo alla prova Giorgia Meloni.
Oltre all’esposto sui militari dentro a Futuro Nazionale, il Sindacato dei Militari ne ha depositato anche un secondo, rivolto alla procura ordinaria, nel quale si sostiene che Vannacci e altri due dirigenti di Futuro Nazionale starebbero violando la legge “Scelba”, che punisce la ricostituzione del partito fascista. Secondo il sindacato il programma politico di Vannacci ricalca alcuni tratti del fascismo storico, come la retorica della superiorità nazionale, la visione gerarchica e non pluralistica della società, la delegittimazione delle istituzioni e l’esaltazione della figura del capo.



