Han Hak-ja, la leader della Chiesa dell’unificazione, è stata condannata in Corea del Sud a due anni di carcere per corruzione

Hak Ja Han, leader della Chiesa dell’unificazione, arriva al tribunale distrettuale centrale di Seul per l'ultima udienza, Corea del Sud, 31 agosto 2026 (Jeon Heon-kyun/Foto Pool via AP)
Hak Ja Han, leader della Chiesa dell’unificazione, arriva al tribunale distrettuale centrale di Seul per l'ultima udienza, Corea del Sud, 31 agosto 2026 (Jeon Heon-kyun/Foto Pool via AP)

In Corea del Sud è stata condannata a due anni di carcere per corruzione Han Hak-ja, la leader della Chiesa dell’unificazione, un’influente e discussa organizzazione religiosa diffusa soprattutto negli Stati Uniti e in Asia orientale.

Han, che è vedova del carismatico fondatore della chiesa Sun Myung Moon e ha 83 anni, era stata arrestata a settembre del 2025. Era stata accusata di aver inviato regali di lusso alla moglie dell’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol per ottenere un trattamento favorevole nei confronti del movimento, di aver pagato una tangente a un parlamentare, di essersi appropriata indebitamente di fondi ecclesiastici e di aver ordinato la distruzione di prove sulle sue attività di gioco d’azzardo negli Stati Uniti.

Han si è dichiarata innocente ed estranea a questi fatti, sostenendo di non avere interessi politici e di non sapere cosa stessero facendo i subordinati della Chiesa dell’unificazione.

La condanna arriva mentre la Chiesa dell’unificazione è sottoposta a una crescente pressione anche in Giappone, dove a giugno la Corte Suprema ha confermato definitivamente lo scioglimento della sua organizzazione come ente religioso, dopo anni di accuse relative soprattutto alle modalità con cui raccoglieva donazioni. La decisione comporta la perdita dello status giuridico e dei relativi benefici fiscali, ma non vieta ai suoi fedeli di professare la religione.

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