Uno dei custodi in servizio nel museo dove sono stati rubati i quadri di Antonello da Messina è indagato per falsa testimonianza

Tele nere messe al posto delle opere di Antonello da Messina al museo regionale Accascina (ANSA/GIANLUCA ROSSELLINI)
Tele nere messe al posto delle opere di Antonello da Messina al museo regionale Accascina (ANSA/GIANLUCA ROSSELLINI)

Uno dei quattro custodi che era in servizio al MuMe, il Museo regionale interdisciplinare “Accascina” di Messina, durante il furto di quattro opere del pittore Antonello da Messina avvenuto la sera del 15 agosto è indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero. È il primo indagato nell’inchiesta della procura di Messina sul furto di Ferragosto: fino a lunedì i quattro custodi erano stati interrogati solo come persone informate dei fatti.

Secondo quanto ricostruito da Repubblica Palermo il custode indagato era stato convocato come gli altri in procura, ma le risposte date ai pm durante l’interrogatorio erano state confuse e contraddittorie rispetto a quanto dichiarato dai colleghi, e per questo la procura ha deciso di indagarlo per falsa testimonianza.

La scorsa settimana la Regione Siciliana aveva deciso di trasferire i quattro custodi, che avevano raccontato di non essersi accorti del furto nonostante l’allarme fosse entrato in funzione e di aver pensato che fosse un falso contatto del sistema di sicurezza. Dopo il furto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani aveva detto che la Regione avrebbe aperto un’indagine interna per accertare le loro responsabilità.

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