L’esercito israeliano ha aperto un’indagine sull’uccisione di Hind Rajab, la bambina che morì in un attacco su Gaza nel 2024

Wesam Hamada, madre di Hind Rajab, tiene in mano un disegno di sua figlia a Barcellona, Spagna, 29 gennaio 2026 (Gemma Miralda/AP)
Wesam Hamada, madre di Hind Rajab, tiene in mano un disegno di sua figlia a Barcellona, Spagna, 29 gennaio 2026 (Gemma Miralda/AP)

L’esercito israeliano (IDF) ha detto di aver ordinato indagini penali per due eventi in cui sospetta che i soldati israeliani abbiano commesso reati. La prima riguarda l’uccisione di Hind Rajab, una bambina palestinese che nel gennaio del 2024 fu colpita durante un’operazione dell’esercito israeliano nel nord della Striscia di Gaza. La seconda riguarda invece l’uccisione di 15 persone palestinesi che erano a bordo di un camion dei vigili del fuoco, di un’ambulanza e di un veicolo delle Nazioni Unite, durante tre attacchi compiuti a distanza di pochi minuti nel marzo del 2025. Alcune delle persone uccise erano medici o paramedici.

L’uccisione di Rajab ebbe grande rilevanza mediatica sia perché lei aveva cinque anni, sia perché rimase alcune ore al telefono con la Mezzaluna Rossa palestinese (il corrispettivo locale della Croce Rossa), in attesa di soccorsi che però non riuscirono a salvarla. L’auto su cui viaggiava con sei parenti fu colpita da un attacco israeliano: loro vennero uccisi, e in seguito venne colpita anche l’ambulanza che doveva soccorrere la bambina. Sulla sua storia fu anche girato un film, La voce di Hind Rajab, candidato agli Oscar del 2026 come miglior film internazionale.

L’indagine è stata aperta oltre due anni dopo i fatti. È inoltre la prima volta che l’esercito israeliano ammette di aver sparato contro il mezzo su cui stava viaggiando Rajab. Una precedente indagine interna aveva stabilito che nell’area dell’incidente non c’erano soldati israeliani, benché diverse inchieste giornalistiche avessero poi smentito la ricostruzione. L’IDF ha detto che ci sarebbero state «presunte carenze nel coordinamento degli spostamenti dell’ambulanza della Mezzaluna Rossa Palestinese» (è una pratica diffusa che l’organizzazione si coordini con Israele per inviare delle ambulanze). L’apertura dell’indagine è stata stabilita dal Military Advocate General, il principale organo legale dell’IDF, dopo una pre-indagine svolta da una sezione interna all’IDF che si occupa di valutare eventi particolari. Le indagini potranno portare a un’accusa formale e quindi a un processo.

L’IDF ha invece ritenuto che non siano necessarie indagini per l’uccisione di sette membri della World Central Kitchen, nel 2024, e quella di quattro operatori di Medici Senza Frontiere in due attacchi del 2023 e del 2024. È comunque raro che a indagini israeliane in casi del genere poi seguano conseguenze concrete.