Il partito irlandese Sinn Féin ha vietato ai suoi membri di criticarlo in pubblico

La prima ministra nordirlandese e vicepresidente di Sinn Féin, Michelle O'Neill, con dietro un'immagine della leader Mary Lou McDonald durante la conferenza annuale del partito, a Belfast il 25 aprile
La prima ministra nordirlandese e vicepresidente di Sinn Féin, Michelle O'Neill, con dietro un'immagine della leader Mary Lou McDonald durante la conferenza annuale del partito, a Belfast il 25 aprile (Charles McQuillan/Getty Images)

Il partito nazionalista irlandese Sinn Féin, il più forte della sinistra nazionale, ha inserito nel suo regolamento il divieto ai tesserati di esprimere critiche al partito in pubblico. Il nuovo codice etico è stato inviato la settimana scorsa per e-mail e ne sostituisce uno del 2015. In una sezione c’è scritto che «i membri non hanno il diritto di criticare pubblicamente, danneggiare o lavorare contro il partito o i suoi rappresentanti». Sui social, invece, si prescrive ai tesserati di distinguere tra la comunicazione personale e quella inerente al partito. Chi non rispetta il regolamento può essere sospeso, espulso oppure perdere il diritto a un incarico elettivo o a far parte dell’Ard Chomhairle, il comitato centrale.

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I dirigenti di Sinn Féin hanno motivato le modifiche con la necessità di una maggiore disciplina nel partito dopo una serie di scandali che lo hanno messo in difficoltà, e sostenendo di poter continuare a garantire il diritto al dissenso interno. Sinn Féin ha la fama di avere un’organizzazione serrata. In passato era stato criticato per la scarsa democrazia interna dagli esponenti che lo avevano lasciato, spesso citando l’influenza mantenuta dallo storico leader Gerry Adams, che formalmente ha lasciato la presidenza da alcuni anni. L’attuale leader Mary Lou McDonald, che prese il suo posto nel 2018, è considerata molto vicina ad Adams e alla sua vecchia guardia.