20 persone sono indagate per le minacce e i messaggi d’odio contro il sindaco di Bologna, Matteo Lepore
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Almeno 20 persone sono indagate per i messaggi d’odio e le minacce di morte rivolte contro il sindaco di Bologna Matteo Lepore, dopo che aveva indetto la manifestazione per Abderrahim Fakir, l’uomo di 42 anni morto il 19 luglio mentre veniva immobilizzato da due agenti di polizia. Devono rispondere di minacce aggravate dal metodo informatico. Lepore aveva sporto denuncia per quei messaggi e la prefettura di Bologna aveva deciso di assegnargli una scorta.
La notizia degli indagati è stata data dai quotidiani locali venerdì mattina. Lepore aveva organizzato la manifestazione per Fakir il 20 luglio in piazza Nettuno, in centro: si era svolta in maniera pacifica finché in serata un gruppo di manifestanti si era scontrato violentemente con la polizia. Lepore aveva subito preso le distanze dai disordini, ma sui social e in privato aveva ricevuto dure critiche e minacce per la sua decisione di organizzare il presidio. Anche vari esponenti del governo di Giorgia Meloni lo avevano apertamente criticato.
L’ANSA scrive che secondo chi indaga gli autori dei messaggi abitano a Bologna e in altre regioni. Nella maggior parte dei casi non avrebbero nascosto le loro identità inviando messaggi di odio a Lepore. Da quello che risulta finora, non ci sarebbe stata un’iniziativa coordinata, ma ciascuna persona indagata avrebbe agito da sola.


