In mezzo alle elezioni in Zambia c’è un metallo molto ambito
Il rame, fondamentale per i dispositivi elettronici: il paese ha ampie riserve, ma i due principali candidati non sono d'accordo su come sfruttarle
- Condividi
- X
- Regala il Post

Giovedì in Zambia si è votato per le elezioni presidenziali. In campagna elettorale i due candidati principali, il presidente uscente Hakainde Hichilema e Brian Mundubile, hanno parlato soprattutto di una cosa: come sfruttare gli enormi giacimenti di rame del paese, e se e come fare in modo che i profitti vadano a beneficio di tutta la popolazione.
Hichilema e il suo partito, il Partito Unito per lo Sviluppo Nazionale (UPND), hanno una visione liberista: pensano che il governo dovrebbe assicurare prima di tutto che il settore continui a crescere, e che questo poi porterà un miglioramento dell’economia e delle condizioni di vita per tutti.
Mundubile, dell’Alleanza Tonse, una coalizione di partiti dell’opposizione, sostiene invece che il governo debba innanzitutto aiutare i giovani che lavorano informalmente come minatori nella regione del Copperbelt, dove si concentra gran parte delle miniere. Per questo ha proposto di trasferire ai minatori il controllo della miniera di Senseli e delle discariche dove le aziende minerarie gettano le scorie. Ha anche detto che vorrebbe rinegoziare gli accordi con le aziende minerarie straniere, in modo che il governo ottenga una quota maggiore dei profitti e possa destinarne una parte alle comunità delle zone minerarie.
Lo Zambia è uno dei principali produttori di rame al mondo. Le entrate legate al settore rappresentano quasi la metà del totale: il governo le incassa sia come tasse sia, in alcuni casi, come quota di partecipazione di minoranza nelle aziende estrattive. Le attività legate al rame costituiscono circa il 15 per cento del Prodotto Interno Lordo, e il 70 per cento delle esportazioni.
Il rame è importantissimo per la costruzione di molti dispositivi elettronici come batterie per auto elettriche, pannelli solari, pale eoliche e anche strutture come i data center. Dal 2020 a oggi il suo prezzo è triplicato: questo ha fatto aumentare le entrate per lo Zambia, che negli ultimi cinque anni ha avuto una buona crescita economica, con tassi tra il 3,8 e il 6 per cento.
Lo Zambia resta però uno dei paesi più diseguali del mondo. Il 70 per cento della popolazione vive in condizioni di povertà; tra il 2021 e il 2025 il PIL pro capite è passato da 1.127 a 1.318 dollari, ma i prezzi sono quasi raddoppiati.

Alcuni sostenitori dell’UPND con un ritratto di Hakainde Hichilema, il 10 agosto (AP/Anita Reed)
Hichilema ha 64 anni ed è un ex imprenditore. Fu eletto presidente nel 2021, in mezzo a una crisi economica gravissima. Nel 2020 lo Zambia era andato in default: significa che non era riuscito a rimborsare una quota del suo debito pubblico estero, e da allora non può più finanziarsi sui mercati finanziari internazionali. Negli anni in cui ha governato Hichilema ha avviato un programma di risanamento delle finanze pubbliche, con l’idea di attirare investimenti stranieri – soprattutto nel settore minerario – e di limitare le spese pubbliche e i sussidi alla popolazione.
Mundubile ha un ampio sostegno nella Copperbelt, ma è difficile che riesca a vincere le elezioni soprattutto perché l’opposizione si è molto frammentata dopo la morte del suo leader più noto e riconoscibile, Edgar Lungu, presidente tra il 2015 e il 2021 e morto nel 2025. Oltre a Hichilema e Mundubile, alle elezioni di giovedì ci sono altri 12 candidati.
Lo Zambia è una repubblica presidenziale, in cui il presidente è anche il capo del governo. Alle elezioni si voterà anche per le amministrative e per il parlamento ed è possibile che l’UPND di Hichilema perda la maggioranza.

Un uomo vota a Lusaka, il 13 agosto 2026 (AP/Anita Reed)
In campagna elettorale Mundubile ha accusato il governo di azioni repressive. Alcuni suoi comizi sono stati interrotti dalla polizia con il lancio di lacrimogeni e la sede della comunicazione della sua campagna è stata perquisita. Anche l’ong Amnesty International sostiene che il governo limiti la libertà di espressione e di manifestazione, con leggi repressive e tattiche di intimidazione e sorveglianza.
I seggi hanno chiuso alle 18, ma per i risultati servirà qualche giorno: la Commissione Elettorale ha detto che verranno dichiarati il 17 agosto. Se nessun candidato alle presidenziali ottiene la maggioranza al primo turno, i due che sono stati più votati vanno al ballottaggio, che deve essere organizzato entro 37 giorni.



