Dal 2027 il paese vincitore dell’Eurovision Song Contest non potrà ospitare l’edizione successiva se coinvolto in una guerra
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L’European Broadcasting Union (EBU), l’ente che riunisce le televisioni pubbliche di molti stati (europei e non) e che organizza l’Eurovision Song Contest, ha aggiornato il proprio regolamento e ha stabilito che, dal 2027, se a vincere la competizione musicale sarà un paese coinvolto in un conflitto armato perderà il diritto di ospitare l’edizione successiva.
Secondo le nuove regole, «l’emittente vincitrice non potrà automaticamente ospitare il concorso se un conflitto armato, una situazione geopolitica sensibile o qualsiasi altra situazione influisce materialmente sulla sicurezza, l’incolumità o la stabilità del suo stato o della sua regione immediata». È stato inoltre stabilito che, se necessario, l’EBU potrà commissionare valutazioni di sicurezza indipendenti sulla situazione del paese vincitore e, in caso di non idoneità, il diritto di ospitare l’edizione successiva sarà dato a un altro paese.
Tra le nuove regole annunciate c’è anche l’innalzamento dai 16 ai 18 anni del limite minimo di età per partecipare con l’obiettivo di «rafforzare le misure di tutela e proteggere gli artisti più giovani dalle pressioni legate alla partecipazione all’Eurovision Song Contest».
Infine, l’EBU ha chiarito le regole sull’uso delle basi musicali che, a partire dal prossimo anno, non potranno «sostituire né supportare in modo indebito l’esecuzione vocale dal vivo» includendo per esempio una voce preregistrata che canta la melodia principale.


