È morto a 90 anni Massimiliano Cencelli, il politico della Democrazia Cristiana che diede il nome al famoso manuale

(Ansa)
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È morto sabato a 90 anni Massimiliano Cencelli, politico della Democrazia Cristiana a partire dagli anni Cinquanta e noto per aver dato il nome al “manuale Cencelli”, un’espressione giornalistica usata per riferirsi alla spartizione di incarichi basata su interessi politici anziché sul merito, alla lotta politica tra correnti, alla lottizzazione e all’esasperata proporzionalità nell’assegnazione del potere.

Oltre a essere un’espressione gergale, il “manuale Cencelli” era una specie di leggendario meccanismo basato su formule algebriche, apparentemente inventato durante la cosiddetta Prima Repubblica (il periodo che va all’incirca dal secondo dopoguerra al 1994) con l’obiettivo di spartire equamente gli incarichi di governo in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente.

L’invenzione risale al 1968, durante un congresso della Democrazia Cristiana a Milano, e in seguito Cencelli stesso ne aveva parlato varie volte alla stampa. In un’intervista del 2003 ad Avvenire per esempio disse: «Come nel consiglio di amministrazione di una società gli incarichi vengono divisi in base alle azioni possedute, lo stesso deve avvenire per gli incarichi di partito e di governo in base alle tessere». Secondo il “manuale Cencelli”, infatti, ogni posto di governo aveva un valore, un peso, valutato dal punto di vista qualitativo e a cui veniva assegnato un certo punteggio: il ministero dell’Interno non aveva lo stesso valore del ministero della Cultura, per esempio.

Non è chiaro se il “manuale” sia mai esistito concretamente: non venne mai pubblicato e si dice circolasse sotto forma di pamphlet tra i dirigenti politici dell’epoca.

– Leggi anche: Che cos’è il “manuale Cencelli”