Due persone sono state condannate per le violenze che portarono alla morte dell’uomo francese picchiato per giorni in diretta streaming

Raphaël Graven nello screenshot di un video in cui subisce violenze e umiliazioni, dal canale YouTube JeanPormanove
Raphaël Graven nello screenshot di un video in cui subisce violenze e umiliazioni, dal canale YouTube JeanPormanove

Mercoledì il tribunale di Nizza, in Francia, ha condannato due persone per le violenze e le umiliazioni che nell’agosto del 2025 portarono alla morte di Raphaël Graven, avvenuta durante una diretta in streaming durata più di dodici giorni. Graven aveva 46 anni, era conosciuto come Jean Pormanove e sui social era diventato famoso per video come quello, che venne trasmesso su Kick, una piattaforma australiana simile a Twitch ma con controlli meno rigidi.

Owen Cenazandotti, noto come Naruto, è stato condannato a due anni di carcere con sentenza sospesa e una multa di 15mila euro; Safine Hamadi (o Safine) a una multa di 5mila euro e a un anno e mezzo di carcere, sempre con sentenza sospesa. I due organizzavano dirette in cui provocavano, picchiavano e umiliavano regolarmente Graven, compresa quella che portò alla sua morte. Visto che l’autopsia escluse il coinvolgimento di altre persone, non erano stati incriminati per omicidio colposo: sono stati condannati per violenza di gruppo, abuso di persone vulnerabili, distribuzione di immagini violente e incitamento all’odio o alla violenza. Gli è anche stato vietato di pubblicare contenuti su piattaforme digitali per sei mesi.

Un’altra inchiesta in corso riguarda le eventuali responsabilità di Kick: ha l’obiettivo di chiarire se avesse riconosciuto compensi a Cenazandotti e Hamadi, e se avesse preso provvedimenti per i loro comportamenti sulla piattaforma.

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