Il politico russo Boris Nadezhdin ha lasciato il paese a causa della crescente repressione dell’opposizione
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In un video ripreso davanti alla Tour Eiffel a Parigi, in Francia, il politico di opposizione russo Boris Nadezhdin ha annunciato di aver lasciato la Russia: poche settimane fa gli era stato impedito di partecipare alle elezioni parlamentari in programma a settembre perché era stato classificato come “agente straniero”, uno degli strumenti con cui dal 2012 il governo del presidente russo Vladimir Putin limita la libertà di espressione e di associazione in Russia. Nadezhdin aveva già detto al sito indipendente russo Meduza che stava valutando di lasciare il paese perché temeva di finire in carcere, per via della crescente repressione che stava subendo da parte delle autorità russe. Non è chiaro come concretamente ci sia riuscito: aveva detto anche che il governo glielo stava impedendo.
Nadezhdin ha 63 anni e una lunga carriera politica alle spalle. Nel 2024 si era candidato contro Putin alle elezioni presidenziali, attaccandolo in modo diretto, esprimendosi apertamente contro la guerra in Ucraina e criticando anche le leggi russe contro l’aborto e il movimento LGBTQ+. Già allora però la Commissione elettorale russa escluse la sua candidatura, contestando la validità di alcune firme che aveva presentato a suo sostegno. Le elezioni in Russia comunque non sono libere da molti anni: la candidatura di veri oppositori viene spesso negata con motivazioni risibili.
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