L’amministrazione Trump ha ritirato l’accusa di vandalismo per il malfunzionamento della Reflecting Pool di Washington

Una recinzione circonda la Reflecting Pool del Lincoln Memorial di Washington DC che è stata prosciugata per pulirla e fare delle riparazioni, 25 luglio 2026 (Kevin Carter/Getty Images)
Una recinzione circonda la Reflecting Pool del Lincoln Memorial di Washington DC che è stata prosciugata per pulirla e fare delle riparazioni, 25 luglio 2026 (Kevin Carter/Getty Images)

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha chiesto l’archiviazione del caso che accusava un ex atleta olimpico di aver vandalizzato e danneggiato la Reflecting Pool di Washington DC, la lunga vasca rettangolare vicino al Campidoglio della capitale.

La piscina era stata ristrutturata questa primavera per volere dell’amministrazione di Donald Trump. I lavori si erano conclusi a giugno, ma quasi subito c’erano stati grossi problemi: l’acqua era diventata verde per la continua comparsa di alghe e la nuova verniciatura blu sul fondo della vasca si era scrostata e galleggiava sulla superficie. Trump aveva dato la colpa ad atti di vandalismo ed erano state arrestate almeno sei persone, incluso l’ex atleta, David Hearn.

Adesso le accuse sono state ritirate, e il dipartimento dell’Interno ha fatto sapere che il danno è stato causato da un’installazione mal eseguita del rivestimento durante la ristrutturazione e dalla «fretta di completare il progetto prima degli eventi legati alle celebrazioni nelle settimane a ridosso del Giorno dell’Indipendenza del 2026», cioè il 4 luglio.

I procuratori che si sono occupati del caso hanno anche detto che l’archiviazione non cancella «l’abuso di potere governativo nell’arresto e nell’incriminazione di un cittadino americano che non aveva commesso alcun illecito».

Attualmente la piscina è stata svuotata e l’area tutta intorno è stata recintata affinché si possa procedere con la pulizia del fondo e la riparazione del rivestimento.