Le lavapavimenti aspirano davvero quello che promettono?

Negli spot si vedono catturare di tutto, dal latte con i cereali agli spaghetti al ragù: ne abbiamo testate tre

La pubblicità della lavapavimenti Rowenta X-Clean 10
La pubblicità della lavapavimenti Rowenta X-Clean 10
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Negli ultimi anni molte aziende di elettrodomestici hanno messo sul mercato delle “lavapavimenti”, cioè dispositivi che aspirano e lavano il pavimento contemporaneamente. Sono utili perché fanno risparmiare tempo, visto che riducono i passaggi, e perché ingombrano meno che avere il secchio, il mocio, l’aspirapolvere, gli stracci, eccetera. Di contro, solitamente costano parecchio: i modelli più essenziali almeno 150 euro; gli altri spesso di più.

Molte lavapavimenti sono progettate per aspirare, oltre a polvere, capelli e briciole, anche liquidi e rifiuti di vario genere. Questa funzione è molto enfatizzata nelle varie pubblicità che si vedono in televisione e sui social: in alcuni spot promozionali di marchi e modelli diversi viene mostrato come questi elettrodomestici siano in grado di aspirare il contenuto di una ciotola di latte e cereali caduta in terra, ma anche uova crude, cibo per animali o tagliatelle al sugo.

Per valutare l’utilità, la facilità di utilizzo e l’effettiva capacità di questi elettrodomestici di fare quello che promettono (ovvero aspirare diversi tipi di rifiuti e pulire allo stesso tempo), ne abbiamo testati tre di fasce di prezzo differenti scegliendo tra i modelli meglio recensiti sui siti specializzati.

(Il Post)

Abbiamo provato: Bissell CrossWave Edge, che costa 189 euro; Tineco iFloor 3 Breeze Plus, che ne costa 259; e Rowenta X-Clean 10, a 376 euro. Li abbiamo testati sia per mansioni semplici, come pulizie di routine dei pavimenti, che per aspirare tre diversi tipi di rifiuti: latte con cereali, briciole di patatine e spaghetti al pesto.

La redattrice che li ha provati dice che le pubblicità non mentono e che sono effettivamente efficaci nel raccogliere liquidi e sporco di ogni sorta. Il problema però è che poi vanno puliti loro. Tutti e tre i lavapavimenti hanno una funzione di autopulizia, ma i vari componenti vanno comunque lavati, cosa che richiede tutto il tempo che si pensava di aver risparmiato. A suo parere è comunque molto più semplice raccogliere lo sporco dal pavimento con della carta assorbente o con uno straccio e poi passare la lavapavimenti per togliere i residui meno ingombranti.

Trova invece che le lavapavimenti siano molto utili per situazioni meno estreme e più quotidiane come pulire le impronte di scarpe sporche, asciugare il bagno dopo che si è fatta la doccia o raccogliere l’acqua mista a terra che ci si ritrova in casa se ci si è dimenticati la finestra aperta durante un temporale. Complessivamente è rimasta soddisfatta dalla facilità di utilizzo e dalla comodità di poter usare un unico elettrodomestico per aspirare e lavare. Dice che le sembra che la casa sia molto più pulita rispetto a quando usava il mocio o lo straccio e che si risparmi tempo. Inoltre le lavapavimenti lasciano il pavimento meno bagnato rispetto al lavaggio tradizionale e non bisogna aspettare a lungo che si asciughi prima di passarci sopra.

Il test con gli spaghetti al pesto (Il Post)

Le lavapavimenti si possono usare su diversi tipi di superfici dure come piastrelle, parquet (ben sigillato), linoleum e laminato; molte inoltre sono adatte anche a essere usate su superfici come tappeti e moquette.

In generale sono fatte più o meno tutte nello stesso modo: hanno la forma di una scopa elettrica, ma alla base hanno un rullo che serve per lavare. Il rullo di solito è coperto da un coperchio che impedisce che l’acqua schizzi dappertutto. L’acqua per lavare viene prelevata da un serbatoio dove si può versare del detergente specifico non schiumogeno che viene venduto assieme all’apparecchio. Comprarlo separatamente costa abbastanza, ma in genere se ne usa molto poco per ogni lavaggio.

I tre serbatoi a confronto dopo aver raccolto latte e cereali, tra le altre cose (Il Post)

Tutto quello che viene aspirato finisce in un altro serbatoio, che poi va svuotato. Alcune lavapavimenti – tra quelle che abbiamo testato noi, la Rowenta – hanno questo serbatoio diviso a metà, con una parte per i rifiuti solidi e una per i liquidi, cosa che dovrebbe rendere più facile la pulizia. È un po’ meno disgustoso da vedere, di fatto però si hanno due scompartimenti da lavare invece che uno solo.

Come si svuota il serbatoio dell’acqua sporca e dei rifiuti solidi di Rowenta X-Clean 10

La lavapavimenti di Bissell è la più economica tra quelle che abbiamo provato e, a differenza delle altre due, ha il cavo. È un cavo piuttosto lungo e la redattrice che lo ha provato dice che limita poco nei movimenti. Durante il test ha raccolto ogni tipo di rifiuto, le uniche due pecche sono che tende a spargere in giro i rifiuti un po’ più grandi e leggeri (come le briciole di patatine e i cereali) e che i pezzettini di rifiuti tendono a incastrarsi tra il coperchio e la spazzola. La spazzola poi ha i peli abbastanza lunghi e ci mette un po’ ad asciugarsi.

Come le altre, una volta utilizzata può essere riposta su una pedana di plastica che viene venduta assieme all’elettrodomestico e si può far partire il ciclo di autopulizia che dura pochi minuti. La redattrice che ha fatto i test consiglia di non saltare il passaggio di autopulizia – anche se comunque poi le si lava a mano pezzo per pezzo – perché consente di pulire delle parti interne all’elettrodomestico che non sarebbero raggiungibili altrimenti.

La lavapavimenti Bissell CrossWave Edge durante il test con latte e cereali (il Post)

La lavapavimenti di Tineco viene venduta con la pedana per appoggiarla e ricaricarla, il detergente e un rullo di ricambio. Quando la si acquista viene fornito anche uno scovolino, che torna particolarmente utile per lavare il canale interno dal quale passano l’acqua e i rifiuti solidi. Ha aspirato facilmente ogni rifiuto durante il test, compresi gli spaghetti. È un elettrodomestico leggero che tende ad andare spontaneamente “in avanti”, così è più facile passarla.

La lavapavimenti Tineco iFloor 3 Breeze Plus durante il test con latte e cereali (il Post)

La lavapavimenti di Rowenta è la più costosa delle tre che abbiamo testato e rispetto alle altre ha delle funzioni in più. Ha tre modalità di utilizzo (automatica, turbo e suction, per aspirare i liquidi) e si ricarica agganciandola alla pedana. Un elemento molto apprezzato dalla redattrice che l’ha testata è che, oltre all’autopulizia, ha anche la funzione asciugatura: in questo modo la spazzola viene asciugata immediatamente dopo il lavaggio, prevenendo i cattivi odori. Ha superato bene i test ma gli spaghetti si sono inceppati nell’apparecchio usando la modalità turbo (che dovrebbe pulire più a fondo). È filato tutto liscio invece usando la modalità “suction”, che però dovrebbe servire soprattutto per aspirare i liquidi. A differenza delle altre due, che hanno il serbatoio dell’acqua pulita sul manico, la lavapavimenti di Rowenta ce l’ha sulla base e questo la rende più leggera da maneggiare.

La lavapavimenti Rowenta X-10 durante il test con latte e cereali (il Post)

Come dicevamo, nonostante tutte e tre le lavapavimenti possano pulire autonomamente i propri canali interni e il rullo, ci sono delle parti che bisogna lavare separatamente, per esempio il coperchio del rullo o i contenitori dell’acqua sporca e dei residui solidi. Se poi si aspirano rifiuti organici con odori persistenti o con delle particelle che rischiano di incastrarsi all’interno dell’elettrodomestico, è meglio smontare tutto dopo l’utilizzo e pulire, cosa che dopo il primo utilizzo fa passare la voglia di usarla per pulire i rifiuti più solidi e ingombranti.

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.