Per gli scontri in Val Susa al corteo No TAV sono state identificate 450 persone
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450 persone sono state identificate dopo i violenti scontri di sabato al corteo No TAV in Val Susa, in Piemonte. Secondo ANSA, più di 100 agenti delle forze dell’ordine sono stati feriti. Domenica la polizia ha intensificato i controlli e i posti di blocco su alcune strade statali e sull’autostrada Torino-Bardonecchia.
Gli scontri tra la polizia e gli attivisti No TAV, il movimento che da anni si oppone alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità fra Torino e Lione, sono cominciati poco dopo l’inizio del corteo, partito dal borgo di Venaus. Si sono concentrati nei comuni di San Didero e di Chiomonte, dove i manifestanti sono riusciti a entrare nei cantieri della TAV tagliando le reti di protezione e hanno incendiato alcune strutture. Hanno anche lanciato bombe carta e pietre contro gli agenti e hanno dato fuoco a due camionette dei carabinieri e a due mezzi della guardia di finanza. Le forze dell’ordine hanno reagito con lanci di lacrimogeni e idranti.
Ci sono stati incendi ed estesi danni ai cantieri della TAV, che si stanno ancora quantificando: secondo TELT, la società incaricata dei lavori, i danni maggiori sono stati al cantiere di Chiomonte, per circa un milione di euro. TELT ha aggiunto che bisogna ancora capire quanto tempo ci vorrà per rimuovere i detriti e sistemare l’area di lavoro. Gli scontri hanno suscitato molte polemiche politiche. Tra gli altri il presidente del Piemonte Alberto Cirio, di Forza Italia, e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, del Partito Democratico, hanno condannato le violenze.


