Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran per la decima notte consecutiva

Uno screenshot di un video pubblicato dal CENTCOM su X
Uno screenshot di un video pubblicato dal CENTCOM su X

Nella notte fra lunedì e martedì gli Stati Uniti sono tornati a bombardare l’Iran, colpendo strutture militari in diverse città nel sud e nell’ovest del paese. L’Iran ha risposto a sua volta attaccando strutture legate agli Stati Uniti in diversi paesi del Medio Oriente e due navi nello stretto di Hormuz. È la decima notte consecutiva di attacchi statunitensi, nonostante un cessate il fuoco formalmente in vigore da aprile.

Il comando delle forze statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha detto di aver colpito centri di comando militari, navi e strutture della marina, sistemi di difesa aerea e siti di lancio di droni e missili, con l’obiettivo di ridurre la capacità iraniana di attaccare le navi in transito nello stretto di Hormuz.

I Guardiani della rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran, ha detto di aver attaccato due petroliere nello stretto di Hormuz, le basi militari statunitensi in Bahrein, in Kuwait e in Giordania e una struttura in Bahrein usata dall’azienda di spedizioni Amazon per la gestione di dati. L’attacco contro un’infrastruttura civile è stato motivato come ritorsione per l’attacco statunitense contro una centrale nucleare in costruzione a Darkhovin, nell’ovest dell’Iran, lunedì.

L’agenzia della marina britannica per la navigazione commerciale (UKMTO), che si occupa anche della sicurezza delle navi, ha ricevuto la segnalazione di una petroliera colpita da un proiettile di origine sconosciuta mentre usciva dallo stretto di Hormuz navigando al largo dell’Oman. L’equipaggio ha abbandonato la nave su una scialuppa di salvataggio.