In Giappone è stata approvata una legge che punisce con il carcere chi oltraggia la bandiera nazionale

Un tifoso della nazionale giapponese durante la partita Giappone-Paesi Bassi nei Mondiali maschili di calcio, 14 giugno 2026  (AP Photo/Julio Cortez)
Un tifoso della nazionale giapponese durante la partita Giappone-Paesi Bassi nei Mondiali maschili di calcio, 14 giugno 2026  (AP Photo/Julio Cortez)

Il parlamento giapponese ha approvato una nuova legge che proibisce l’oltraggio della hinomaru, la bandiera nazionale. Era una delle promesse fatte in campagna elettorale dalla prima ministra nazionalista di destra Sanae Takaichi, che è inaspettatamente popolare tra i giapponesi ed è diventata una sorta di influencer.

La legge prevede una multa fino a 200mila yen (circa mille euro) o fino a due anni di carcere per chi brucia, calpesta o profana la bandiera in modo da «causare disagio estremo o senso di disgusto negli altri». È stata sostenuta, oltre che dal Partito liberal democratico di Takaichi, anche dal partito populista di estrema destra Sanseito. Entrambi i partiti ritenevano squilibrato il codice penale giapponese, che già puniva chi oltraggia le bandiere, ma solo quelle straniere e non quella nazionale.

Le opposizioni hanno criticato la legge, sostenendo che sia una limitazione alla libertà di espressione e che potrebbe diventare uno strumento nelle mani del governo per reprimere il dissenso. Takaichi è molto apprezzata per il suo carisma ma è anche una politica rigida e conservatrice, con idee in certi casi persino illiberali. Anche in altri paesi esiste il reato di “vilipendio alla bandiera”, inclusa l’Italia, dove però raramente viene perseguito.

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