Questo piccolo aggeggio aiuta con le punture di zanzara
Produce molto calore per pochi secondi, ingannando il cervello e facendo passare subito il prurito
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Quando si viene punti da una zanzara, grattarsi è la cosa più sbagliata da fare per farsi passare il prurito. Il sollievo che si ottiene grattando la puntura infatti è temporaneo, e innesca una serie di reazioni nella pelle che possono aumentare l’infiammazione, prolungando il prurito per ore, a volte giorni. Se si resiste dal grattarsi per qualche decina di minuti, invece, la puntura tende poi a prudere sempre meno. Per resistere, funzionano soprattutto il freddo e il caldo.
Ci si può mettere sopra un cubetto di ghiaccio, se lo si ha a disposizione, oppure da tempo esistono creme o unguenti che danno una sensazione di freddo. Da qualche anno vengono venduti anche dei piccoli dispositivi portatili che invece funzionano con il calore localizzato. Il più popolare è quello dell’azienda tedesca Beurer, che la redazione di Consumismi del Post aveva testato con soddisfazione qualche anno fa, ma ce ne sono anche di altri tipi.
Il dopopuntura elettronico di Beurer ha un tasto di accensione, un pulsante e un beccuccio con una piccola piastra in ceramica. Dopo averlo acceso, il beccuccio va appoggiato sul ponfo, cioè il gonfiore che si crea attorno alla puntura, e va premuto il pulsante: a quel punto la piastra si scalda molto velocemente e intensamente tra i 50 e i 60 °C e bisogna lasciare il dispositivo ben premuto sul ponfo. In questo modo – proprio come avverrebbe con un cubetto di ghiaccio – i recettori del calore della pelle si attivano e ingannano l’interpretazione del segnale di prurito da parte del cervello.
Si può scegliere tra due applicazioni: quella più breve, da 3 secondi, indicata per pelli sensibili (il pulsante va schiacciato una volta), e quella più lunga, da 6 secondi (il pulsante va schiacciato due volte una dietro l’altra).
Due redattori del Post usano il dispositivo anti prurito di Beurer da diversi anni e dicono che su di loro funziona molto bene e che il prurito passa subito. A giudicare dalle recensioni di Amazon (che vanno comunque sempre prese con le pinze) è un risultato che osserva la stragrande maggioranza di chi l’ha comprato. Entrambi i redattori usano sempre l’applicazione da 3 secondi perché il calore si sente ma per un tempo sopportabile, e perché appunto funziona.
Dopo l’uso non restano tracce sulla pelle, e l’azienda assicura che può essere usato anche sui bambini e dalle donne incinte. Non va invece mai usato dove la pelle è lacerata, magari perché ci si è grattati troppo o perché nella zona della puntura c’era già un graffio.
Il modello che hanno loro si chiama Original: sul sito dell’azienda costa 23 euro, e su Amazon o MediaWorld circa 20. Di Beurer esiste anche un modello più caro chiamato Day & Night, dotato di una piccola torcia, utile quando non c’è luce: costa circa 25 euro sul sito ufficiale di Beurer.
È un dispositivo piccolo, non più grande di una sigaretta elettronica, e si può tenere facilmente in tasca. Tuttavia l’azienda ne produce anche una versione Travel ancora più tascabile e dotata di un piccolo moschettone. Anche questa costa 25 euro ed è disponibile anche su Amazon.
Tutti questi modelli funzionano con pile AAA, ma Beurer ne vende anche un modello che funziona collegandolo allo smartphone tramite una porta USB-C (la stessa in cui si infila il caricabatterie nella maggior parte dei telefoni). Si chiama BiteX Go e in questo momento su Amazon costa circa 18 euro (c’è anche il modello BiteX Max che ha la piastra più grande e la torcia, e costa 30 euro). Dello stesso tipo ci sono anche modelli di altri marchi, per esempio questo dell’azienda tedesca Heat it, che a sua volta si collega agli smartphone con ingresso USB-C ma che per funzionare richiede di scaricare una app.
– Leggi anche: Cosa funziona contro le punture di zanzara
Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.


