La Cassazione ha confermato la confisca del «castello delle cerimonie»
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Venerdì la Corte di Cassazione ha confermato la confisca del Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, meglio noto come «il castello delle cerimonie». La famiglia Polese, proprietaria dell’hotel, aveva chiesto la revisione del processo che aveva portato alla confisca nel febbraio 2024 per lottizzazione abusiva. In estrema sintesi, l’intera area su cui è costruito l’hotel è stata radicalmente modificata senza rispettare le norme. La richiesta di revisione era già stata respinta dalla Corte d’appello, ora quindi la confisca è definitiva. La confisca è un provvedimento con cui lo stato diventa proprietario di beni oggetto di reati o di illeciti amministrativi.
Il «castello delle cerimonie» era la più grande location in Italia per matrimoni, battesimi, feste di compleanno e prime comunioni: se ne facevano circa 1.300 all’anno. Dal 2014 al 2024 fu anche la location di un docu-reality su Real Time che si chiamò prima Il boss delle cerimonie e poi Il castello delle cerimonie. Ha chiuso il 15 giugno, dopo 40 anni di attività, perché il comune gli ha revocato le licenze per la ristorazione e per le attività ricettive, anche a seguito della confisca. Contro questa decisione la famiglia Polese ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, che si esprimerà il prossimo 24 novembre. Il 9 giugno il Consiglio di Stato aveva già rigettato una richiesta di sospensiva della revoca, chiesta sempre dalla famiglia Polese in attesa del giudizio definitivo.
Nel frattempo il comune, che ormai gestisce la struttura, ha avviato uno studio per valutare cosa fare degli immobili e dei terreni.
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