Il parlamento del Senegal ha approvato una riforma che aumenta i poteri del primo ministro e riduce quelli del presidente

Lunedì il parlamento del Senegal ha approvato con un’ampia maggioranza una riforma della Costituzione che riduce i poteri del presidente a favore del primo ministro. La misura è una proposta di Patrioti africani del Senegal per il lavoro, l’etica e la fraternità (Pastef), il partito dell’ex primo ministro e da poco presidente del parlamento Ousmane Sonko. È stata invece molto contestata dal presidente Bassirou Diomaye Faye, suo rivale politico, che ha già detto che intende sottoporla a un referendum.
La riforma prevede, tra le altre cose, che il presidente non possa guidare un partito politico, e che debba decidere il programma di governo insieme al primo ministro, invece di farlo da solo come è sempre accaduto finora. Inoltre stabilisce che un presidente può sciogliere il parlamento solo una volta per mandato.
Sonko e Faye sono stati a lungo alleati, ma recentemente si erano scontrati sulla gestione della crisi finanziaria in cui si trova il paese. Faye aveva infine deciso di rimuovere Sonko dalla carica di primo ministro, ma lui era riuscito a farsi eleggere presidente del parlamento approfittando del suo controllo sul partito, che ha la maggioranza in parlamento. Oltre che da Faye la riforma è stata criticata sia da associazioni della società civile sia dai parlamentari dell’opposizione, che hanno abbandonato l’aula. Durante la seduta ci sono state anche proteste all’esterno del parlamento, con decine di manifestanti che hanno cercato di assaltare l’edificio. La polizia li ha dispersi usando gas lacrimogeni.


