A Brescia venti persone sono indagate con l’accusa di aver smaltito illegalmente oltre 26mila tonnellate di scarti tessili

Il blitz delle forze dell'ordine contro un'organizzazione criminale che smaltiva illecitamente rifiuti speciali (Ufficio stampa dei carabinieri/Ansa)
Il blitz delle forze dell'ordine contro un'organizzazione criminale che smaltiva illecitamente rifiuti speciali (Ufficio stampa dei carabinieri/Ansa)

Mercoledì il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Brescia ha disposto il sequestro di un’azienda di Desenzano del Garda, Ri.te.ca, accusandola di aver smaltito illegalmente oltre 26mila tonnellate di scarti tessili. Sono stati sequestrati tutti i camion che l’azienda usava per il trasporto dei rifiuti, oltre a 12 milioni di euro. La procura di Brescia sta indagando venti persone per traffico illecito di rifiuti e gestione di discarica abusiva.

L’azienda ritirava capi di abbigliamento di scarto offrendo prezzi molto bassi – in gran parte provenienti dalla Toscana – con l’obiettivo dichiarato di recuperarli. Dopo averli raccolti invece li riclassificava illecitamente come “materia prima recuperata”, senza smistarli e sanificarli come previsto dalla normativa.. I rifiuti venivano poi stipati in capannoni sparsi in varie zone d’Italia, che venivano affittati usando dei prestanome e diventavano poi delle discariche illegali. Sempre secondo le verifiche della procura, una parte dei rifiuti veniva anche smaltita all’estero, in particolare in Turchia.

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