Finire “Berserk” è una missione
Per gli autori che si sono assunti l'arduo compito di concludere il manga creato da Kentaro Miura, ma anche per i fan che lo venerano in tutto il mondo

Da cinque anni i nuovi capitoli di Berserk, l’adorato manga ideato da Kentaro Miura, vengono scritti e disegnati da un piccolo gruppo di autori formatisi nel suo studio. Si sono assunti una missione difficile, stressante, faticosa e potenzialmente ingrata: portare a compimento una delle opere più amate, imitate e celebrate della storia del fumetto mondiale, nata quasi quarant’anni fa dalla mente di uno dei mangaka più visionari di sempre. Che però morì improvvisamente nel 2021, a 54 anni.
Hanno scelto di farlo senza concedersi alcuna licenza narrativa: il loro compito consiste nell’eseguire le volontà dello stesso Miura, che prima di morire aveva confidato ad alcuni di loro come intendeva concludere la storia, preservandone scrupolosamente anche lo stile grafico.
Le pubblicazioni di Berserk sono riprese nel giugno del 2022, a più di un anno dalla morte di Miura, sulla rivista Young Animal. Dopo l’ultimo episodio scritto e disegnato da lui, il 364, ne sono stati pubblicati altri venti: l’ultimo, il 384, è uscito il 12 giugno ed è stato accolto con entusiasmo enorme dai lettori, anche perché rivela nuovi e importanti dettagli sul passato di Gatsu, il protagonista. Erano nove mesi che non usciva nuovo materiale, ma per i fan della serie non è una novità: le pubblicazioni non seguono una periodicità fissa da una ventina d’anni, e i lettori sono abituati a dover aspettare molti mesi per un nuovo capitolo.
Attendere tempi così lunghi per leggere una trentina di tavole può apparire anacronistico, viste le attuali modalità di fruizione dei contenuti online. Eppure è proprio questa attesa a definire, almeno in parte, l’esperienza di lettura di Berserk: è un’opera che ha saputo imporre i suoi ritmi ai propri fan, mai il contrario.

Kentaro Miura (a sinistra) e Gatsu
Il primo numero di Berserk fu pubblicato il 25 agosto 1989, quando Miura aveva appena 23 anni. Pochi anni prima era uscito Futatabi, il suo primo manga, che rivelò il suo talento per il disegno, per l’invenzione di mondi post apocalittici e per la costruzione di spunti di fantascienza efficaci e originali. La storia di Berserk, ambientata in una specie di Medioevo alternativo e in corso da più di trent’anni, è piena di intrecci e sottotrame molto frammentate e tiene insieme molte cose: magia, consigli di arcidemoni, creature mostruose, battaglie cruente, guerre tra eserciti, intrighi politici, tradimenti, profezie e forze sovrannaturali.
Sintetizzando moltissimo, Berserk segue le vicende di Gatsu, un guerriero orfano di madre cresciuto in una compagnia di mercenari, armato di un’enorme spada ammazzadraghi e destinato a un’esistenza di violenza, perdita e ricerca di sé. Nella storia ha un ruolo centrale il suo dualismo con Grifis, carismatico leader dell’armata dei Falchi e abile stratega militare.
È considerata una delle serie fantasy più influenti di sempre: la sua estetica orrorifica e grottesca è stata ripresa o omaggiata dalle successive generazioni di mangaka, il nome giapponese degli autori di manga. Anche diversi videogiochi (un medium di cui Miura era appassionatissimo) devono qualcosa a Berserk, da Devil May Cry a Dark Souls, da Elden Ring a Monster Hunter. Negli anni il suo universo narrativo si è espanso grazie a film e serie animate, carte collezionabili e videogiochi legati al franchise.

Per diciassette anni i lettori di Berserk sono riusciti a seguirlo con una certa tranquillità: i nuovi capitoli uscivano ogni due settimane, il secondo e il quarto venerdì del mese. Dal 2006 però Miura cominciò a prendersi sempre più pause, e Berserk non ebbe più una periodicità fissa. Per scoprire come andava avanti la storia i lettori potevano dover aspettare diversi mesi. La lentezza di Miura diventò proverbiale nell’ambiente, e i lettori di Berserk cercarono di collegarla a una qualche ragione.
C’era chi sosteneva che la storia gli fosse sfuggita di mano e che non avesse idea di come concluderla e chi tirava in ballo presunti malanni che avevano compromesso la sua continuità. In realtà l’ipotesi più probabile è che le continue procrastinazioni fossero dovute all’estremo perfezionismo di Miura, che negli anni diventò sempre più radicale.
Era notoriamente un maniaco del controllo, passava la stragrande maggioranza del suo tempo a scrivere e disegnare e, pur avvalendosi dell’aiuto di alcuni collaboratori, rifiniva in prima persona anche i dettagli apparentemente più trascurabili. «Comincio a lavorare alle 14 e finisco alle 7 del mattino. Naturalmente il tempo dei pasti è incluso. Lavoro 15-16 ore al giorno, senza giorni di pausa», disse in un’intervista del 2009. Un metodo di lavoro di questo tipo, nel tempo, finì per rendere sempre più complessa la gestione dei tempi di pubblicazione.
All’inizio l’imprevedibilità delle uscite generò una certa frustrazione nei lettori più impazienti, ma col tempo diventò parte del gioco e, anzi, contribuì ad aumentare il fascino di Berserk. La pubblicazione di un nuovo capitolo suscitava immediatamente discussioni e commenti nei forum e tra i fan, che si lanciavano in appassionate speculazioni sui possibili sviluppi della storia.

Miura morì nel 2021 per un problema cardiaco. Da allora la serie viene scritta e disegnata da una squadra di autori guidata da un suo amico, il fumettista Kouji Mori, una delle poche persone a conoscenza del finale che Miura aveva in mente. Fanno tutti parte dello Studio Gaga, fondato dallo stesso Miura.
In sostanza il compito di Mori è riportare ai collaboratori dello Studio Gaga le indicazioni di Miura, fornendo più dettagli possibili sugli snodi narrativi che intendeva realizzare e supervisionando tutto il lavoro, soprattutto le sceneggiature. Durante la stesura dei nuovi capitoli Mori si confronta in continuazione con i membri dello studio, e in particolare due: Yoshimitsu Kurosaki, uno dei più longevi disegnatori dello Studio Gaga; e Akira Shimada, lo storico editor di Miura.
Mori ha raccontato che portare avanti Berserk è un compito difficilissimo, e che lui e la sua squadra lavorano in un clima di grande pressione: in parte esterna, alimentata dalle altissime aspettative dei fan; e in parte autoimposta.
Miura era uno dei fumettisti più influenti e rispettati al mondo, accolto come un maestro sia in Giappone che all’estero. Mantenere intatta la qualità narrativa del suo manga più famoso e tentare di replicare il suo stile di disegno realistico, visionario e dettagliatissimo è un compito che genera un’enorme soggezione nei membri dello Studio Gaga.
A farne le spese è soprattutto Kurosaki, considerato una specie di erede spirituale di Miura e il principale responsabile della resa grafica dei nuovi capitoli. Mori ha detto che Kurosaki vive il proprio lavoro con un fortissimo senso di responsabilità e con il costante timore di non essere considerato all’altezza di Miura.
Quando disegna, cerca di rispettare filologicamente il tratto di Miura e di preservare le soluzioni stilistiche che hanno reso Berserk una delle opere più apprezzate nella storia del fumetto giapponese: l’enfatizzazione delle espressioni facciali dei personaggi, le ambientazioni macabre e oscure, il particolareggiato design delle armature, le spettacolari sequenze di combattimento e così via.
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Persino lo stesso Mori, fumettista esperto e stimato e autore di opere come Holyland e Destroy and Revolution, ha fatto intendere più volte che considera Miura un maestro, nonostante fossero coetanei e si conoscessero fin dagli anni del liceo. Quando Hakusensha, la casa editrice di Young Animal, lo ha indicato come nuovo supervisore della serie, Mori disse che il suo ruolo sarebbe stato quello di attenersi il più fedelmente possibile alle intenzioni di Miura, senza concedersi alcun tipo di libertà.
Finora la sua gestione e il lavoro dello Studio Gaga sono stati perlopiù apprezzati dai lettori di Berserk, che nei vari forum di discussione online ne parlano spesso in modo entusiasta e commosso. Peraltro i prossimi due capitoli usciranno a distanza eccezionalmente ravvicinata, il 26 giugno e il 10 luglio. I fan che vivono fuori dal Giappone riescono comunque a leggere in inglese i nuovi capitoli, dato che si diffondono fin da subito le cosiddette “scanlation”, cioè scansioni tradotte amatorialmente e senza autorizzazione. In Italia Berserk è pubblicato da Panini Comics in volumi cartacei che raccolgono più capitoli: l’ultimo arriva fino al 374.
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