L’esercito israeliano ha ucciso altre sei persone nella Striscia di Gaza, tra cui un cameraman di Al Jazeera

Sabato l’esercito israeliano ha organizzato nuovi attacchi nella Striscia di Gaza. Sono state uccise almeno sei persone, tra cui Ahmed Wishah, un cameraman dell’emittente qatariota Al Jazeera. Secondo le autorità sanitarie locali e i soccorritori, tra le vittime ci sono anche un bambino e due donne.
Wishah è stato ucciso nel campo profughi di Bureij insieme ad altre due persone, secondo un ospedale della zona e la protezione civile gestita da Hamas, che organizza i soccorsi. L’esercito israeliano ha accusato Wishah di essere «un terrorista dell’ala militare di Hamas» e di aver lavorato come cecchino, sostenendo che negli ultimi mesi avesse pianificato attacchi contro i soldati israeliani. Non ha fornito prove a sostegno di queste accuse. Anche le altre due persone uccise nello stesso attacco, secondo l’IDF, facevano parte di Hamas.
Al Jazeera ha condannato l’attacco con un comunicato, definendolo «una nuova e palese violazione di tutte le leggi e norme internazionali» e parte di una politica sistematica per colpire i giornalisti. L’emittente ha aggiunto che si tratta del secondo caso in pochi mesi: il fratello di Wishah, Mohamed, anche lui collaboratore di al Jazeera, era stato ucciso in un attacco israeliano ad aprile. Anche in quel caso l’IDF lo aveva accusato di lavorare per Hamas, nella produzione di razzi e armi, senza dare ulteriori dettagli.
Gli attacchi rientrano nelle violazioni reciproche della tregua entrata in vigore lo scorso ottobre tra Israele e Hamas, di cui i due si accusano a vicenda da mesi. Secondo il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas e i cui dati l’ONU considera attendibili, da quando è in vigore la tregua l’esercito israeliano ha ucciso 1.007 persone.


