Begoña Gómez, moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, è stata rinviata a giudizio per corruzione

Un giudice spagnolo ha rinviato a giudizio Begoña Gómez, moglie del primo ministro socialista Pedro Sánchez, accusata di corruzione, e le ha ritirato il passaporto vietandole di lasciare la Spagna. Il giudice istruttore di Madrid Juan Carlos Peinado le ha imposto anche di presentarsi in tribunale due volte al mese. Gómez sarà processata da una giuria popolare in una data ancora da fissare. Lei nega di aver commesso reati.
L’inchiesta va avanti da due anni. Gómez è accusata di quattro reati: traffico di influenze, corruzione, sottrazione di fondi pubblici e appropriazione indebita. Secondo l’accusa, avrebbe sfruttato la posizione del marito per favorire la propria carriera e si sarebbe servita di una sua assistente alla presidenza del governo per scopi personali.
La novità sono le misure cautelari. In passato Peinado aveva sempre rifiutato di limitare gli spostamenti di Gómez: nel novembre del 2024 aveva ritenuto la misura cautelare «non necessaria» e «sproporzionata». Stavolta ha cambiato idea, sostenendo che esiste il rischio che l’imputata cerchi di sottrarsi al processo. Nell’ordinanza ha scritto che a favorire un’eventuale fuga di Gómez potrebbero essere gli stessi agenti di polizia che la scortano, «di loro iniziativa o seguendo ordini dei superiori». Ha aggiunto che la protezione della polizia di cui gode oggi è legata alla carica del marito e quindi temporanea: quando Sánchez non sarà più al governo, ha scritto il giudice, quella scorta verrà meno e una fuga sarebbe più facile.
Le misure cautelari sono state chieste dall’accusa popolare, un istituto del diritto spagnolo che permette anche a soggetti privati di costituirsi in un processo penale. In questa fase l’accusa popolare è guidata da Hazte Oír, un’associazione ultracattolica che riunisce gruppi di estrema destra, tra cui il partito Vox. È un soggetto diverso da Manos Limpias (“mani pulite”), l’organizzazione di estrema destra che aveva presentato l’esposto da cui è nata l’inchiesta nel 2024, e che lo stesso Peinado ha poi escluso dal procedimento nel novembre del 2025.
Ad aprile il giudice aveva già proposto il rinvio a giudizio, ma la difesa aveva fatto ricorso a un tribunale provinciale di Madrid che lo aveva annullato. Il rinvio a giudizio deciso sabato, dice Peinado, non è impugnabile davanti a quel tribunale, ma gli avvocati possono contestare le misure cautelari. El Paìs ha scritto che il tribunale provinciale può ancora annullare l’intero procedimento, come hanno chiesto gli avvocati della difesa. Nel corso delle indagini la procura ha chiesto più volte di archiviare il caso.


