Il direttore del Tg1 non ha paura di apparire vicino al governo
Gian Marco Chiocci ha detto in un'intervista di essere «profondamente di destra» e amico di Meloni, che «sul Tg non mette becco» perché «si fida»

In un’intervista a un evento di Telenord, televisione locale della Liguria, il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci ha parlato del suo rapporto di amicizia con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ha detto di essere da tempo un suo amico, di stimarla molto e di esserle grato per essere arrivato in Rai: dopo una lunga carriera al Giornale, dal 2018 Chiocci era direttore dell’agenzia di stampa Adnkronos, e venne assunto come direttore del Tg1 a giugno del 2023, nel primo anno del governo di Meloni (in passato aveva diretto anche il Tempo). Le cose più rilevanti Chiocci le ha dette quando ha parlato del rapporto di Meloni col telegiornale che lui dirige: «sul Tg non mette becco, perché comunque si fida».
L’influenza della politica sulla Rai è ben nota e riguarda tutti i governi che si sono susseguiti, così come sono note le spartizioni di spazi e posizioni di rilievo in quota ai partiti. Ma anche in un contesto del genere, una dichiarazione pubblica come quella di Chiocci è singolare ed esplicita in modo inedito un’unità d’intenti tra il governo e il più seguito telegiornale del servizio pubblico, che è da tempo molto criticato per le posizioni filogovernative talvolta molto evidenti (l’opposizione attacca spesso la Rai definendola “TeleMeloni”).
L’uso dell’espressione «si fida» fa presumere un rapporto di dipendenza tra Meloni e Chiocci, come se lui in quanto direttore del Tg1 dovesse rendere conto alla presidente del Consiglio.
Il posizionamento a destra di Chiocci è noto, così come la sua vicinanza a Meloni e a Fratelli d’Italia: durante l’intervista ha rivendicato di essere «profondamente di destra» e ha anche detto che se alle prossime elezioni vince il centrosinistra «io sono a spasso», nel senso che con ogni probabilità verrebbe sostituito. Però la frase sul rapporto di fiducia è stata comunque molto ripresa dai giornali e ha creato agitazione anche all’interno del Tg1.
La giornalista Caterina Proietti – componente del comitato di redazione del Tg1, cioè l’organo di rappresentanza interno dei giornalisti – ha scritto una nota ai colleghi definendo le sue dichiarazioni «lesive della dignità professionale» dei giornalisti: «Sapere che la presidente del Consiglio non mette becco perché si fida del lavoro del direttore, apre dubbi su quelli che devono essere i rapporti di indipendenza del giornalismo dal governo di turno».


