L’azienda di abbigliamento Lululemon ha usato un tamburo giapponese in un evento sulla muraglia cinese, e i cinesi si sono arrabbiati

Il marchio di abbigliamento sportivo canadese Lululemon si è scusato per aver scambiato un tamburo tradizionale cinese con uno giapponese durante un evento promozionale di yoga organizzato lo scorso 30 maggio sulla muraglia cinese. All’evento c’erano oltre 2mila ospiti, tra cui il famoso attore cinese Zhu Yilong, che aveva partecipato a una performance eseguita con quelli che inizialmente erano stati descritti come dagu, cioè tamburi tradizionali cinesi, e poi aveva pubblicato sui suoi profili social una sua foto di fronte allo strumento, sul quale era impresso il logo di Lululemon.
Dopo la pubblicazione del post moltissimi utenti avevano fatto notare che quello nella foto non era un tamburo tradizionale cinese, bensì uno giapponese: l’uso di uno strumento giapponese sulla muraglia cinese è stato visto da molti come una grande mancanza di rispetto da parte del marchio, che in Cina ha molto successo, e altri hanno scritto che l’episodio ha ricordato «l’imperialismo giapponese e la brutalità della guerra».
La Cina è un paese con una cultura fortemente nazionalista e i marchi occidentali hanno avuto spesso difficoltà a incontrare la sensibilità del paese e dei suoi abitanti.
Nell’ultima settimana i post legati alla polemica hanno avuto più di 50 milioni di visualizzazioni, e lunedì Yilong ha pubblicato un altro post in cui dice di aver sollecitato Lululemon per verificare come fosse andata la vicenda, spiegando che a lui interessava promuovere la cultura tradizionale. Alla fine martedì Lululemon ha pubblicato un comunicato di scuse, in cui dice che non si era resa conto che quello strumento specifico non fosse cinese, e che quindi non aveva messo in conto le possibili conseguenze. L’azienda ha detto di essersi scusata anche con Yilong e di aver cancellato tutti i contenuti promozionali legati all’evento.
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