Una dirigente del ministero dei Trasporti, Elisabetta Pellegrini, è indagata per il caso della nuova cabinovia di Cortina

Elisabetta Pellegrini (Mauro Scrobogna/LaPresse)
Elisabetta Pellegrini (Mauro Scrobogna/LaPresse)

La procura di Belluno ha avviato un’indagine su Elisabetta Pellegrini, importante dirigente del ministero dei Trasporti, nell’inchiesta sulla cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo. È accusata di concorso in turbativa d’asta per presunte irregolarità nei bandi pubblici che assegnavano la realizzazione della cabinovia. L’impianto avrebbe dovuto essere operativo per l’inizio delle Olimpiadi invernali ed era una delle opere più discusse progettate per l’evento, ma i lavori non erano finiti in tempo e non è ancora entrata in funzione.

Pellegrini è la coordinatrice della Struttura tecnica di missione, che all’interno del ministero dei Trasporti si occupa di pianificare, studiare e progettare lo sviluppo delle infrastrutture: quindi una delle dirigenti più importanti del ministero di Matteo Salvini, che dopo la notizia dell’indagine ha detto di avere fiducia nel lavoro svolto da Pellegrini per i Giochi olimpici («sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti»).

L’inchiesta della procura di Belluno riguarda Simico e Graffer, rispettivamente la società committente e quella esecutrice della cabinovia Apollonio-Socrepes: insieme a Pellegrini sono indagate altre tre persone, tra cui Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario del governo per le opere olimpiche e amministratore delegato di Simico.