La procura di Belluno ha aperto un’indagine sull’affidamento dell’appalto della nuova cabinovia di Cortina

La procura di Belluno sta indagando tre persone in un’inchiesta su Simico e Graffer, rispettivamente la società committente e quella esecutrice della cabinovia Apollonio-Socrepes, l’impianto a fune di Cortina d’Ampezzo che avrebbe dovuto essere operativo per l’inizio delle Olimpiadi invernali e che era una delle opera più discusse previste a Cortina per l’evento. Tra le persone indagate c’é Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario del governo per le opere olimpiche e amministratore delegato di Simico.
La procura indaga le società per turbata libertà degli incanti (reato che semplificando consiste nel forzare l’assegnazione dei bandi pubblici a un’azienda piuttosto che a un’altra). La procura ritiene infatti che ci siano stati degli accordi per favorire Graffer nell’assegnazione dell’opera, e che entrambe le società fossero consapevoli che questa non sarebbe stata pronta entro i tempi previsti. Giovedì la polizia ha fatto delle perquisizioni nelle sedi delle due aziende a Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina d’Ampezzo.
Graffer si era aggiudicata l’opera tramite la “procedura negoziata”, una circostanza in cui non viene fatta una gara d’appalto ma il committente contatta direttamente delle aziende costruttrici per proporre loro il cantiere. Saldini aveva deciso di seguire questa modalità dopo che alla gara d’appalto non aveva partecipato alcuna società.
La cabinovia Apollonio-Socrepes è stata pensata per collegare il centro di Cortina con la zona delle piste delle Tofane. Il progetto dell’impianto prevede l’installazione di dieci piloni e la costruzione di tre stazioni, quella di valle, quella di monte e una intermedia. A inizio marzo Graffer aveva comunicato che i lavori della cabinovia erano stati terminati e che sarebbe cominciata la fase di collaudo.


