L’ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro sarà processato per irregolarità nelle spese della campagna elettorale del 2020

L’ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è stato rinviato a giudizio con l’accusa di irregolarità nelle spese per la campagna elettorale del 2020. Brugnaro è stato sindaco di Venezia per due mandati, dal 2015 fino a maggio. L’inizio del processo è fissato per settembre.
L’accusa contesta a Brugnaro di avere speso, senza dichiararli correttamente, circa 300mila euro, oltre ai 251mila euro indicati all’epoca nella rendicontazione ufficiale della sua campagna. La difesa di Brugnaro invece sostiene che le spese fossero state registrate in modo appropriato. In Italia è previsto un limite alle spese in campagna elettorale, che dipende dal numero di elettori del comune: per Venezia sono circa 330mila euro per un candidato sindaco.
Insieme a Brugnaro sono stati rinviati a giudizio, a vario titolo per falso e finanziamento illecito, anche il suo ex capo di gabinetto Morris Ceron, l’imprenditore Walter Bianchi, e Adriano Giugie, che era responsabile delle spese elettorali della campagna.


