Gli attivisti della spedizione di terra della Flotilla di cui si erano persi i contatti sono stati arrestati in Libia

I veicoli della Global Sumud Flotilla fermi a un posto di blocco in Libia (maghreb_sumud_organisation/Instagram)
I veicoli della Global Sumud Flotilla fermi a un posto di blocco in Libia (maghreb_sumud_organisation/Instagram)

Una decina di attivisti della spedizione di terra della Global Sumud Flotilla, con cui l’organizzazione aveva perso i contatti da domenica pomeriggio, sono stati arrestati e trasferiti a Bengasi, in Libia. Nel gruppo ci sono anche due italiani, Domenico Centrone e Dina Alberizia. Bengasi è la sede del governo della Libia orientale, guidato dal generale Khalifa Haftar e non riconosciuto dalla comunità internazionale, che invece riconosce come legittimo quello che controlla la parte occidentale del paese, che ha sede a Tripoli.

La spedizione di terra della Flotilla è composta da circa 200 persone e ha come obiettivo quello di raggiungere la Striscia di Gaza passando dal varco di Rafah, in Egitto. Si trovava da otto giorni bloccata vicino alla città di Sirte, al confine fra la parte occidentale e quella orientale della Libia, e il gruppo di cui si erano poi persi i contatti era andato oltre il confine per trattare con le autorità della Libia orientale per permettere il passaggio del convoglio.

La portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, ha detto che gli attivisti sono stati accusati di ingresso illegale e che al momento quelli italiani sono in attesa di un colloquio con il console italiano di stanza a Bengasi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che già oggi dovrebbero comparire davanti a un giudice libico e che il governo italiano sta lavorando per rimpatriarli il più velocemente possibile.