Air France e Airbus sono state condannate in appello per la morte di 228 persone a bordo di un aereo precipitato nel 2009

Un relitto del jet precipitato, in una foto scattata una settimana dopo l'incidente al largo del Brasile (EPA/AIR FORCE OF BRAZIL)
Un relitto del jet precipitato, in una foto scattata una settimana dopo l'incidente al largo del Brasile (EPA/AIR FORCE OF BRAZIL)

La Corte d’Appello di Parigi ha condannato Air France e Airbus per omicidio colposo in un processo sull’incidente del 2009 in cui un aereo in volo tra Rio de Janeiro e Parigi precipitò nell’oceano Atlantico, causando la morte di tutte le 228 persone a bordo. Nel 2023 nel primo grado di giudizio le due aziende erano state assolte; ora sono state condannate a pagare una multa di 225mila euro ciascuna.

La scatola nera dell’aereo permise di ricostruire almeno in parte quello che avvenne il giorno dell’incidente, l’1 giugno 2009. Mentre l’aereo si avvicinava all’equatore entrò in un temporale in una zona di convergenza intertropicale, che spesso produce tempeste con forti precipitazioni. Quando la tempesta colpì l’aereo, i cristalli di ghiaccio causarono un guasto tecnico ai sensori di velocità, che smisero di fornire informazioni ai piloti, causando la disattivazione del pilota automatico. Una relazione pubblicata nel 2012 stabilì che i piloti non erano stati addestrati adeguatamente a gestire una situazione del genere. Il jet, che pesava 205 tonnellate, andò in stallo e precipitò.

Air France è stata ritenuta colpevole di non aver dato istruzioni adeguate ai piloti in caso di formazione di ghiaccio sui sensori di velocità, accusa che la compagnia di bandiera francese ha sempre respinto. Airbus, l’azienda europea costruttrice dell’aereo A330 precipitato, è stata condannata per aver sottovalutato i difetti delle sonde e per non aver informato tempestivamente le compagnie che impiegavano aerei dotati dei modelli malfunzionanti. Anche Airbus ha sempre respinto le accuse, e ha detto che farà ricorso in Cassazione.