20 società, tra cui Barilla, Erg e Heineken, sono indagate perché chiedevano a Equalize di spiare i loro dipendenti

Il Palazzo di Giustizia a Milano, 1 aprile 2026 (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)
Il Palazzo di Giustizia a Milano, 1 aprile 2026 (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)

20 società, tra cui Barilla, Erg, Eni, Heineken e Luxottica, sono indagate dalla procura di Milano nell’ambito delle indagini sulle attività di Equalize, la società accusata di aver fatto accessi illegali agli archivi delle forze dell’ordine per ottenere informazioni riservate su persone e società. La legge 231 del 2001 prevede infatti la responsabilità amministrativa di una società qualora i propri dirigenti abbiano commesso reati nell’interesse o a vantaggio della stessa. Il coinvolgimento di alcune di queste aziende era già noto, ma solo ora sono state aggiunte tra gli indagati.

Secondo la procura di Milano, la società alimentare Barilla avrebbe chiesto a Equalize di scoprire quali dipendenti fossero in contatto con un giornalista; la società energetica Erg avrebbe chiesto di spiare 14 dipendenti per capire se facessero insider trading, ovvero usassero informazioni riservate per ottenere guadagni finanziari; la società di birra Heineken avrebbe chiesto la raccolta di informazioni nell’ambito di una disputa legale dovuta a una serie di dimissioni di dipendenti dietro le quali credeva ci fossero accordi con dei concorrenti. La società di logistica Number1 voleva verificare che un proprio dirigente non facesse accordi commerciali con un fornitore in cambio di denaro.

Per la procura, Eni non aveva contattato Equalize per avere informazioni sui propri dipendenti, ma sull’imprenditore petrolifero Francesco Mazzagatti, per via dei suoi rapporti con l’ex avvocato legato ad Eni Piero Amara. Secondo la procura Eni avrebbe speso in totale 377mila euro per lavori commissionati a Equalize.