In Spagna l’ex primo ministro Zapatero è accusato di appartenenza a un’organizzazione criminale, traffico di influenze illecite e falsificazione

L'ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero a La Paz, in Bolivia, 12 maggio 2022 (AP Photo/Juan Karita)
L'ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero a La Paz, in Bolivia, 12 maggio 2022 (AP Photo/Juan Karita)

L’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero è indagato, insieme ad altre persone, per il presunto riciclaggio di 53 milioni di euro di fondi pubblici che il governo spagnolo aveva stanziato nel 2021 per salvare la compagnia aerea Plus Ultra, allora in crisi. È accusato di appartenenza a un’organizzazione criminale, traffico di influenze illecite e falsificazione di documenti: è stato convocato per l’interrogatorio il 2 giugno.

All’epoca dei fatti contestati il primo ministro era il socialista Pedro Sánchez (non coinvolto nell’indagine), in carica dal 2018 e ancora oggi: Zapatero era stato primo ministro, sempre socialista, dal 2004 al 2011. Il quotidiano El País scrive che l’indagine era stata aperta nel 2024, dopo che i governi di Francia e Svizzera avevano chiesto chiarimenti alla Spagna su alcuni movimenti sospetti di denaro nei loro paesi. Al centro dell’indagine c’è una società di consulenza chiamata Análisis Relevante, fondata nel 2020 da un imprenditore di Alicante, Julio Martínez Martínez, amico di Zapatero. Secondo chi indaga, negli anni scorsi questa società avrebbe ricevuto centinaia di migliaia di euro da Plus Ultra e avrebbe dato a Zapatero oltre 460mila euro per attività di consulenza non meglio specificate.

La procura sospetta inoltre che Martínez abbia avuto rapporti ambigui con il Venezuela dell’ex presidente autoritario Nicolás Maduro: già nel 2021 le autorità spagnole avevano provato a verificare se parte dei finanziamenti statali dati a Plus Ultra fossero stati dati ai collaboratori di Maduro, ma l’indagine era stata archiviata nel 2023. Martínez, comunque, è stato arrestato lo scorso 11 dicembre dall’unità per i reati economici e fiscali della polizia nazionale, insieme all’amministratore delegato di Análisis Relevante, Roberto Roselli. Finora però non si era saputo molto di più dell’indagine perché c’era il segreto istruttorio, revocato martedì.