In Bolivia sono in corso grosse proteste per chiedere le dimissioni del presidente di centrodestra Rodrigo Paz

Corteo dei minatori in protesta, La Paz, Bolivia, 14 maggio 2026 (AP Photo/Juan Karita)
Corteo dei minatori in protesta, La Paz, Bolivia, 14 maggio 2026 (AP Photo/Juan Karita)

Giovedì 14 maggio migliaia di minatori hanno bloccato il centro di La Paz, la capitale amministrativa della Bolivia, per chiedere le dimissioni del presidente Rodrigo Paz eletto in ottobre, il primo presidente di destra degli ultimi vent’anni. Durante le proteste ci sono stati anche degli scontri con la polizia vicino al palazzo dove ha sede il governo. I minatori sostengono che il loro settore abbia bisogno di forniture di carburante, di un’espansione delle aree minerarie, di esplosivi e di finanziamenti e dicono però che le loro richieste non sono mai state ascoltate dal governo.

Scontri dei minatori con la polizia, La Paz, Bolivia, 14 maggio 2026 (AP Photo/Juan Karita)

La Bolivia sta attraversando una grave crisi economica legata alla carenza di valuta estera e al fatto che il paese non riesce più a esportare il suo gas naturale come in passato. Vendere il gas era essenziale per ottenere dei dollari, che poi venivano usati per comprare beni di consumo dall’estero e in particolare il carburante, che ora scarseggia. In aprile l’inflazione annua ha raggiunto il 14 per cento.

Nelle ultime settimane oltre ai minatori hanno protestato anche gli operai, gli agricoltori, gli insegnanti, i dipendenti dei trasporti pubblici e diversi gruppi indigeni con richieste che vanno dagli aumenti salariali al rifiuto della privatizzazione delle aziende di stato. I problemi economici erano stati una delle ragioni per cui il Movimento al Socialismo (Mas, di sinistra), che governava dal 2006, aveva perso le presidenziali di ottobre.