Nelle Filippine l’ex capo della polizia si è rifugiato nel Senato per non essere arrestato e consegnato alla Corte penale internazionale

Il senatore filippino Ronald dela Rosa a Pasay, Filippine, 13 maggio 2026 (AP/Aaron Favila)
Il senatore filippino Ronald dela Rosa a Pasay, Filippine, 13 maggio 2026 (AP/Aaron Favila)

Da lunedì il senatore filippino Ronald dela Rosa è rifugiato in un ufficio del Senato per evitare di essere arrestato, dopo che la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso un mandato di arresto contro di lui per crimini contro l’umanità. Dela Rosa è stato il capo della polizia durante il governo del presidente Rodrigo Duterte tra il 2016 e il 2022, ed è considerato il responsabile delle dure azioni di repressione al commercio illegale di droghe volute da Duterte, nelle quali sono state uccise almeno 6mila persone. Secondo il mandato di arresto, dela Rosa sarebbe stato direttamente responsabile dell’uccisione di almeno 32 persone tra il luglio del 2016 e l’aprile del 2018.

Anche Duterte è accusato di crimini contro l’umanità: è stato arrestato lo scorso marzo a Manila e da allora si trova in carcerazione preventiva all’Aia, nei Paesi Bassi, dove ha sede la Corte.

Dela Rosa ha scelto di rifugiarsi in Senato poiché lunedì è stato eletto presidente Alan Peter Cayetano: è anche lui un alleato di Duterte e ha detto che avrebbe offerto protezione a dela Rosa. Martedì è stata schierata la polizia fuori dal Senato e le sedute delle commissioni sono state annullate dopo che circa 250 persone si erano radunate fuori dall’edificio per chiedere l’arresto di dela Rosa.

Le Filippine non sono più firmatarie del trattato istitutivo della CPI, ma possono eseguirne un mandato su richiesta dell’Interpol, secondo la stessa procedura seguita per l’arresto di Duterte. Il capo della polizia filippina Jose Melencio Nartatez ha detto che non ha ancora ricevuto l’ordine di arrestare dela Rosa, ma che la polizia resta pronta a eseguire gli ordini che riceverà.