È stata archiviata l’indagine sull’Unabomber italiano, che era stata riaperta nel 2022

Il giudice per le indagini preliminari (gip) di Trieste ha archiviato il procedimento sul caso del cosiddetto Unabomber italiano, cioè la persona che tra il 1994 e il 2006 posizionò oltre 30 ordigni esplosivi in Veneto e Friuli Venezia Giulia, causando il ferimento di moltissime persone. Lo ha detto l’avvocato di uno degli indagati, Elvo Zornitta, il principale sospettato degli attentati anche nella prima inchiesta (archiviata nel 2009). La procura di Trieste aveva chiesto l’archiviazione per Zornitta e per gli altri dieci indagati dopo l’esito della perizia su alcuni reperti, da cui lo scorso ottobre non era emersa nessuna corrispondenza con il DNA degli indagati.
Le nuove indagini sull’Unabomber italiano, la cui identità non è mai stata scoperta, erano state riaperte nel 2022, dopo un esposto presentato dal giornalista Marco Maisano, autore del podcast Fantasma – Il caso di Unabomber, e da due donne sopravvissute alle bombe, Francesca Girardi e Greta Momesso. Maisano aveva spiegato che durante la realizzazione del podcast aveva avuto la possibilità di entrare nel luogo dove sono conservati i reperti delle indagini a Trieste e di aver trovato vari elementi, tra cui capelli e peli, che all’epoca non furono sottoposti a esami genetici.
La procura aveva quindi chiesto di poter effettuare un incidente probatorio – il procedimento con cui si anticipa e si acquisisce la formazione di una prova nel corso delle indagini preliminari – su questi reperti. L’incidente probatorio era poi stato fatto a marzo nel 2023 e i risultati negativi erano stati diffusi sette mesi fa.
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