L’armatore e il supervisore tecnico della nave che nel 2024 causò il crollo del ponte a Baltimora sono stati incriminati

Il dipartimento di Giustizia statunitense ha fatto sapere che due società e un uomo sono stati incriminati per il crollo del ponte Francis Scott Key a Baltimora, avvenuto il 26 marzo del 2024 quando la nave cargo Dali colpì uno dei piloni del ponte, causando la morte di sei operai. Le accuse riguardano la Synergy Marine Pte, l’armatore che gestiva le operazioni della nave e ha sede a Singapore, e la Synergy Maritime Pte, con sede a Chennay, in India, di cui non sono state date altre informazioni. È stato accusato anche Radhakrishnan Karthik Nair, un uomo indiano di 47 anni che era il supervisore tecnico della Dali.
Sia lui che le aziende sono accusati di associazione a delinquere, di aver omesso volontariamente di segnalare la situazione di pericolo alla Guardia Costiera, di falsa testimonianza e di aver ostacolato un procedimento amministrativo. Kelly O. Hayes, la procuratrice federale del Maryland (lo stato in cui si trova Baltimora), ha detto di non sapere dove si trovi ora Nair, anche se ritiene che sia in India.
Nel novembre del 2025 l’agenzia governativa statunitense per la sicurezza dei trasporti determinò che la nave aveva colpito un pilone per via di un’avaria legata a un singolo cavo difettoso che ne fece perdere il controllo. Il cavo aveva un’etichetta posizionata male, che gli impediva di connettersi correttamente all’impianto: il problema causò un effetto a catena che provocò un blackout su tutta la nave. L’incidente bloccò per settimane l’importante porto commerciale di Baltimora, causando notevoli danni economici. La ricostruzione del ponte dovrebbe essere completata entro il 2030 e costare tra i 2,7 e i 4,4 miliardi di euro.


