Almeno 26 persone sono state uccise in Ucraina da un attacco russo, poco prima dell’inizio di un breve cessate il fuoco

Un fermoimmagine di un video pubblicato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui danni provocati dall'attacco russo (X/@ZelenskyyUa)
Un fermoimmagine di un video pubblicato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui danni provocati dall'attacco russo (X/@ZelenskyyUa)

Nella notte di martedì la Russia ha compiuto un attacco in Ucraina in cui ha ucciso almeno 26 persone e ne ha ferite diverse decine: 12 persone sono state uccise nella regione di Zaporizhzhia, in uno dei singoli attacchi peggiori dall’inizio dell’anno, altre sei in quella di Donetsk, quattro in quella di Dnipro, una in quella di Sumy, una in quella di Kherson.

I bombardamenti sono avvenuti a poche ore dall’inizio di un cessate il fuoco proclamato dall’Ucraina, che è iniziato il 6 maggio e dovrebbe durare fino al 9. Il cessate il fuoco era stato annunciato unilateralmente dall’Ucraina per allungare quello annunciato poco prima dalla Russia, e che sarebbe dovuto durare solo l’8 e il 9 maggio. La Russia non ha intenzione di rispettare il cessate il fuoco ucraino: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato 1.820 violazioni fra mezzanotte e le 10 di mattina.

Il 9 maggio in Russia si festeggia il “Giorno della vittoria”, la ricorrenza in cui si ricorda la vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale, nel 1945, e per cui tutti gli anni viene organizzata una grande parata militare a Mosca. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva chiesto di allungare il cessate il fuoco per evitare che valesse solo per le ore dei festeggiamenti russi. Le autorità russe si erano già dimostrate molto preoccupate per la possibilità di attacchi ucraini contro la parata e quest’anno avevano detto che non sarebbero stati presenti alcuni mezzi militari e i cadetti di alcune scuole militari, per evitare che venissero colpiti da possibili attacchi ucraini. Nelle scorse settimane l’Ucraina ha infatti intensificato i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche, militari e civili in Russia, colpendo fra le altre cose un palazzo a Mosca.