Al Met Gala si sono visti molti capezzoli, soprattutto finti
Tanti abiti indossati all'evento annuale a New York li simulavano, riprendevano e mettevano in mostra, in un'evoluzione del “naked dress”

Lunedì sera al Met Gala, l’annuale evento di beneficenza del Metropolitan Museum of Art di New York e l’appuntamento mondano più scenografico e importante nella moda americana, in tanti tra esperti di moda e appassionati hanno notato il protagonismo dei capezzoli, o meglio, dei finti capezzoli. C’erano capezzoli di tessuto che sporgevano da fasce preformate color carne, capezzoli trompe-l’oeil disegnati con delle perline, capezzoli in acciaio montati su bustini, capezzoli fatti con delle cuciture in rilievo, o ancora coperti da un velo e usati come gancio per reggere tutto il vestito.
Il red carpet del Met Gala è un evento in cui stilisti e celebrità collaborano per realizzare gli abiti più eccentrici, più elaborati e sorprendenti possibili, e in cui si fa sfoggio di tecniche complicatissime, di innovazioni tecnologiche applicate ai tessuti e di artigianalità (spesso le case di moda fanno sapere anche quante ore di manodopera sono servite per realizzare un certo abito). Negli ultimi anni in molti casi gli stilisti si sono sforzati fino all’eccesso per rispettare il tema – quest’anno era “Fashion is art”, “La moda è arte” – al punto che gli abiti sono diventati così assurdi da essere ridicolizzati sui social. Molti infatti da qualche tempo considerano l’evento una baracconata dove i personaggi famosi fanno a gara a vestirsi in modo strano per far parlare di sé sui social.
Nell’ottica di sorprendere e provocare il pubblico, la nudità è una tendenza che negli ultimi anni è stata molto frequentata sul tappeto rosso del Met Gala. I cosiddetti “naked dress”, ovvero gli abiti trasparenti o fatti in modo da lasciare intravedere il corpo, sono stati indossati tanto spesso da ottenere alla lunga l’effetto opposto della trasgressione che dovrebbero comunicare, diventando per molti abbastanza noiosi. Quest’anno non è stato da meno: i naked dress erano tanti, ma la nudità è stata interpretata anche in modo diverso, concentrando l’attenzione in particolare sui capezzoli.
I capezzoli non sono stati solo coperti con un velo o intravisti in un reticolo di perline: sono stati esibiti apertamente, seppur nella loro versione artificiale. Il New York Times ha commentato la serata scrivendo: «C’erano così tanti capezzoli sul red carpet del Met Gala che si potrebbe quasi considerare il “torso chic” il nuovo “naked dress”».
La ragione è in parte il tema dell’evento, ovvero le opere d’arte: in molti casi infatti le sculture o i dipinti raffigurano persone nude o che indossano abiti semi trasparenti. Ultimamente però diversi stilisti hanno proposto abiti con capezzoli a vista, a cominciare da Yves Saint Laurent nella collezione autunno inverno 2024; ma anche abiti che riproducono le parti del corpo e le deformano, da Schiaparelli a Jean Paul Gaultier a Dior a John Galliano per Maison Margiela, tra tette a punta, peli pubici disegnati e fianchi giganteschi.
Sul tappeto rosso del Met Gala in certi casi i capezzoli sono diventati il fulcro del look, come per l’abito di Schiaparelli indossato da Kylie Jenner. Era ispirato alla Venere di Milo e l’idea era suggerire il momento in cui ci si spoglia. Era composto da due parti: quella inferiore a forma di vestito da sera slacciato e abbassato sui fianchi, e quella superiore a forma di bustino color carne e con i capezzoli finti, invece che coperti. Ricordavano un po’ il famoso reggiseno con i capezzoli realizzato anni fa dalla sorellastra Kim Kardashian per il suo marchio di intimo Skims, che fece molto discutere.
Anche un’altra sorella di Kylie, Kendall Jenner, ha indossato un reggiseno con capezzoli sporgenti. Il suo look, disegnato dallo stilista Zac Posen per Gap, doveva ricordare la Nike di Samotracia, con un abito leggerissimo drappeggiato sul corpo e uno strascico. Sul busto la modella indossava un reggiseno a fascia preformata con un capezzolo finto, lasciato a vista dall’abito: questo nonostante la statua alata della Nike non abbia il seno nudo.

Kendall Jenner al Met Gala 2026 (Foto Theo Wargo/FilmMagic/Getty Images)
La modella Devyn Garcia ha indossato un abito trompe-l’oeil (tradotto significa “ingannare l’occhio”, ed è una tecnica pittorica che fa sembrare tridimensionali oggetti disegnati) che sembrava dipinto sul suo corpo, e che riprendeva anche la forma del seno, dei capezzoli, degli addominali, dell’ombelico e della parte alta delle cosce.
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Un effetto molto simile a quello del vestito disegnato da Thom Browne portato dall’attrice Chase Infiniti, con le forme del corpo riprodotte con i colori sul tessuto. Il cantante e ballerino Jeremy Pope invece aveva una giacca completamente ricoperta di perline che, allo stesso modo, simulava un corpo nudo, con pettorali e capezzoli creati con perline di colore diverso.
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Oltre ai capezzoli che sporgono da reggiseni color carne e all’effetto trompe-l’oeil, diverse celebrità hanno indossato copricapezzoli particolari, come la regista e produttrice Lauren Hashian, che ne aveva due cuciti sull’abito; la modella Irina Shayk, che portava un reggiseno fatto di catenelle di metallo e diamanti e due copricapezzoli dello stesso materiale; e la cantante Janelle Monáe, con un abito futuristico fatto di cavi e muschio, con due copricapezzoli “steampunk”, fatti con materiali di recupero.

Janelle Monáe al Met Gala (Foto John Shearer/WireImage/Getty Images)



