La premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, incarcerata in Iran, è ricoverata in terapia intensiva

Una foto di Narge Mohammadi esposta durante una fiaccolata in suo sostegno a Oslo, Norvegia, 10 dicembre 2023 (Sergei Gapon/Getty Images)
Una foto di Narge Mohammadi esposta durante una fiaccolata in suo sostegno a Oslo, Norvegia, 10 dicembre 2023 (Sergei Gapon/Getty Images)

Narges Mohammadi, l’attivista iraniana per i diritti umani che nel 2023 vinse il Premio Nobel per la Pace, è stata portata in un ospedale di Zanjan, dove si trovava in carcere, dopo aver perso coscienza. Al momento è ricoverata in terapia intensiva. La notizia è stata data dalla sua famiglia. Il suo avvocato, Mostafa Nili, ha detto che nelle ultime settimane le condizioni di salute di Mohammadi erano peggiorate rapidamente, e che venerdì aveva avuto dei dolori al petto prima di svenire. Le autorità iraniane hanno rifiutato la richiesta della sua famiglia di trasferirla in un ospedale a Teheran, dove si trova il cardiologo che la segue da anni. A marzo era già stata male e aveva perso coscienza in prigione, ma le erano state negate cure mediche in ospedale.

Mohammadi ha 54 anni ed è nota per il suo attivismo per i diritti umani e per la fine dell’oppressione delle donne in Iran: per via di queste sue attività il regime iraniano l’ha accusata di essere una minaccia per la sicurezza nazionale e l’ha condannata a più di vent’anni di carcere.

Mohammadi soffre di problemi cronici al cuore e dal dicembre del 2024 al dicembre del 2025 era stata scarcerata per motivi medici. Il 12 dicembre era stata arrestata di nuovo mentre partecipava a una veglia funebre per Khosrow Alikordi, un importante avvocato che si occupava di diritti umani, nella città di Mashhad, e da allora si trova in isolamento in un carcere gestito dai Guardiani della rivoluzione, il principale corpo armato del regime iraniano. Nella prigione a Zanjan, una città a nordovest di Teheran, le condizioni di vita sono peggiori rispetto alle carceri della capitale e non ha contatti con la famiglia, che vive in esilio a Parigi.