Narges Mohammadi, Nobel per la Pace già condannata a oltre 13 anni di carcere, è stata arrestata di nuovo in Iran

Narges Mohammadi in una foto nel suo appartamento a Teheran, Iran, 18 dicembre 2024 (Nooshin Jafari/Middle East Images/ABACAPRESS.COM via ANSA)
Narges Mohammadi in una foto nel suo appartamento a Teheran, Iran, 18 dicembre 2024 (Nooshin Jafari/Middle East Images/ABACAPRESS.COM via ANSA)

L’attivista iraniana Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace nel 2023 per la sua lotta contro l’oppressione delle donne e per i diritti umani in Iran, è stata arrestata venerdì a Mashhad, nel nordest del paese. La fondazione che gestisce ha detto che stava partecipando a una veglia funebre per Khosrow Alikordi, un importante avvocato che si occupava di diritti umani, trovato morto il 5 dicembre nel suo ufficio in circostanze poco chiare: Javad Alikordi, il fratello, ha detto che le forze di sicurezza hanno picchiato Mohammadi e l’hanno portata in un carcere gestito dal nucleo di intelligence delle Guardie rivoluzionarie, il più potente corpo militare del regime iraniano. Assieme a lei sono state arrestate altre persone, compresi attivisti e avvocati che si occupano di libertà civili.

Mohammadi ha 53 anni ed è stata condannata in totale a più di 13 anni di carcere, oltre a 154 frustate e diversi divieti per quelle che il regime iraniano ritiene attività di propaganda contro il paese. Dal novembre del 2021 era detenuta nella prigione di Evin di Teheran, che è nota per essere la struttura in cui vengono imprigionati oppositori politici, giornalisti e cittadini stranieri, ma era in permesso temporaneo dal dicembre dell’anno scorso per motivi medici. Anche durante la detenzione aveva avviato numerose campagne contro la tortura e le violenze in carcere, e tra le altre cose aveva sostenuto le proteste cominciate nel 2023 in seguito alla morte di Mahsa Amini. In questi ultimi mesi molti suoi sostenitori avevano detto che era a rischio di essere nuovamente arrestata.